Teatro. Spettacolo sul gender per le scuole: oltre 67 mila genitori firmano per evitarlo

bambino-altalena-1Sono oltre 67 mila le firme raccolte sulla piattaforma di citizenGo.org che ha lanciato una petizione on line per  chiedere al Ministero dell’Istruzione di intervenire immediatamente con una circolare urgente che impedisca alle scuole di partecipare allo spettacolo teatrale “Fa’afafine“, rivolto agli alunni dagli 8 ai 16 anni.

Si tratta di uno spettacolo, il cui tour riprende lunedì 23 gennaio in giro per l’Italia, incentrato sull’identità di genere per ragazzi. Il protagonista è Alex, un bambino transgender che si sente sia maschio che femmina, ma aspira ad avere un terzo sesso indistinto.

Una tematica a dir poco “delicata” la cui visione del tutto distorta e ascientifica sull’identità sessuale e sulla relazione tra i sessi non è consigliabile a bambini tra gli 8 e i 16 anni. Ma soprattutto, quello che mette in evidenza il sito citizengo, promotore della petizione on line, è “che sia proprio la scuola a permetterlo, spesso senza nemmeno informare preventivamente i genitori degli alunni”.

Sono, inoltre, necessarie ulteriori precisazioni. Non sappiamo se Alex sia un bambino affetto da disturbi dell’identità di genere oppure se la sua patologia riguardi la differenziazione sessuale. Nel primo caso siamo nell’ambito delle sofferenze psicologiche, nel secondo dell’endrocrinologia pediatrica. Situazioni preoccupanti che, va però detto, sono per fortuna rarissime. Parliamo comunque di problemi molti seri che – senza l’intervento di un’equipe di specialisti – possono incidere in modo profondo sullo sviluppo psicofisico dei bambini come Alex. Disagi, conflittualità e sofferenze vanno comunque messe in conto. Una recente ricerca dell’Università di Firenze su adolescenti colpiti da Dig (disturbi dell’identità di genere) ha spiegato che l’83% ha avuto pensieri di suicidio, il 54% lo ha tentato, il 46% è dedito alla prostituzione, il 21% ha tentato l’automutilazione.

Questa è la premessa minima che andrebbe fatta nelle scuole prima di portare bambini e ragazzi ad assistere a ‘Fa’afafine. Alex non è un “bambino speciale“, un gender creative child come vorrebbe raccontare il regista e autore dello spettacolo, Giuliano Scarpinato. Nella realtà i bambini come lui sono soltanto piccoli alle prese con un disagio profondo che molto spesso, nei casi almeno di indifferenziazione sessuale, non ha altri sbocchi se non la sala operatoria.

Prima di cantare le gioie del terzo sesso o del ‘genere fluido’ sarebbe il caso di consultare qualche specialista di pediatria o qualche psicologo coraggioso e verificare se l’eventualità sia davvero così auspicabile e così lieve. ‘Fa’afafine – che già da un paio d’anni suscita polemiche e interventi risentiti da parte dei genitori – riprende il suo tour in giro per l’Italia, 23 appuntamenti da Udine a Lucca. E, presentandosi come spettacolo per le scuole, saranno migliaia i ragazzi dagli 8 ai 16 anni che lo vedranno.

Per bloccare l’iniziativa è partita una petizione (si può aderire su www.citizengo.org) che ha raccolto in pochi giorni oltre 67mila firme. Ieri anche l’assessore alla scuola della Regione Veneto, Elena Donazzan, ha chiesto l’intervento del ministro Fedeli. Non è in discussione il valore artistico dello spettacolo, ma un problema serio come quello dell’identità sessuale non dev’essere banalizzato e neppure ‘offerto’ ai ragazzi come occasione per superare gli stereotipi di genere.

Fonte: Avvenire; citizengo.org