Psicologia dell’Adozione. Il mio bambino si dondola abbracciando un cuscino prima di addormentarsi. Cosa posso fare?

Il bambino sta mostrando una fotografia di quelle che sono state le sue strategie di autoconsolazione prima dell’incontro con i suoi genitori adottivi. Ecco come comportarsi…

I genitori sono i guardiani del sonno dei loro figli“, afferma Dilys Daws, psicoterapeuta inglese che si è molto occupata del sonno dei bambini nella prima infanzia.

Il momento del sonno è un vero e proprio saluto al mondo circostante, il bambino chiude gli occhi e sa che perderà il controllo su quello che ha intorno. Tutto quello che da svegli esiste, di colpo scompare. La certezza che al risveglio tutto resti invariato e che il bambino ritrovi le persone a lui care è una consapevolezza che si conquista pian piano con la crescita e con una giusta guida genitoriale.

Nella transizione dal sonno alla veglia, tutti i genitori devono accompagnare i propri figli rassicurandoli che tutto ciò che stanno per salutare sarà lì ad attenderli al risveglio. Questo avviene con rituali della buonanotte: fiabe, coccole cullate, lucine soffuse prima del passaggio repentino al buio, bicchieri d’acqua, e veri e proprie espressioni verbali di protezioni “ci sono io qui con te e mi ritroverai qui al tuo risveglio”.

L’importanza dei rituali della buona notte

Spesso si lascia al bambino un oggetto, spesso un peluche, che il bambino terrà accanto a sé per tutta la notte.

Un bambino che viene privato di questi rassicuranti rituali, si troverà a gestire questa delicata transizione in autonomia, con gli strumenti che possiede. Ecco che allora un cuscino ricorderà un corpo morbido e caldo da abbracciare ed un dondolio autoindotto può sembrare un dolce cullare di braccia amorevoli.

Quando due genitori adottivi si trovano difronte a questi comportamenti la sensazione di dolorosa “impotenza” è del tutto normale. Il bambino sta mostrando una fotografia di quelle che sono state le sue strategie di autoconsolazione prima del loro incontro.

Spostiamo la lente sulla resilienza del bambino

Innanzitutto, è bene iniziare a spostare la lente dal dolore per l’immagine del bambino abbandonato alla resilienza che il piccolo ha potuto sviluppare con quel comportamento. Quanta tenacia ed amore per se stesso ci sta mostrando con quel gesto di autoconsolazione! Ha trovato un modo per coccolarsi e questa riflessione va condivisa subito con lui. Bravo!

In secondo luogo, appena lui vorrà, si potranno provare anche altri rituali: una fiaba, una canzoncina, un abbraccio. Quanto più a lungo il bambino è stato esposto alla propria autoconsolazione, tanto più quel comportamento potrebbe rimanere invariato nonostante la presenza dei genitori. Va lasciato fare.

A volte il comportamento autoconsolatorio si estinguerà, altre volte rimarrà accanto però finalmente ad altri rituali di guida affettiva dei genitori. La sua permanenza non sarà un indice di inefficacia della presenza genitoriale.

Qualora quindi il cuscino dovesse restare consolatorio per il bambino, non sarà molto differente dal significato del peluche per un altro bambino. La guida genitoriale verrà comunque introiettata e sarà ben efficace e riparativa.

“Non c’è mai stato un bambino così adorabile che sua madre non sia stata felice di mettere a dormire.” Ralph Waldo Emerson

Dott.ssa Caterina Calamo – Psicologa Psicoterapeuta Ai.Bi.