Adozione Internazionale. “Quando arriva la nostra famiglia?”

Marco e Josè sono due bambini di 9 e 7 anni che hanno vissuto un’infanzia difficile. Ora, il loro desiderio è di trovare una famiglia stabile che sia per sempre. Restando insieme

“Du is megl che uan” recitava uno spot televisivo degli anni ’80. Ma lo slogan potrebbe andare bene anche per promuovere l’adozione di fratelli: perché se è vero, da un lato, che crescere due figli comporta una doppia fatica, è altrettanto vero che ne scaturisce una doppia gioia!
Adottare insieme dei fratelli offre profondi benefici emotivi, consentendo ai bambini di mantenere le loro relazioni più stabili e durature, riducendo il loro trauma e spesso accelerando l’adattamento emotivo.
Allo stesso tempo, adottare più bambini richiede notevoli energie emotive, pazienza, tempo e un’attenta gestione delle dinamiche familiari.

Molti fratelli che attendono

Abbiamo molti appelli per l’adozione di fratrie pubblicati sul nostro sito all’interno del progetto “Figli in attesa”, ma purtroppo poche persone si interessano a loro.
Nello specifico vogliamo parlarvi di Marco e Josè, due fratelli sudamericani, di 9 e 7 anni, parte di una fratria più numerosa. Il loro appello è stato pubblicato la prima volta a maggio dello scorso anno. Ma sono ancora lì, in attesa di qualcuno che risponda al forte desiderio di essere accolti, insieme, in una nuova famiglia, stabile, amorevole, allegra, premurosa, attenta ai loro bisogni ad ogni livello, giocosa, comunicativa, paziente, tutte caratteristiche all’estremo opposto rispetto alla famiglia di origine in cui hanno vissuto per un certo periodo della loro vita, in totale negligenza e dove purtroppo sono arrivati a normalizzare la violenza, fisica, verbale e psicologica, come unica forma di convivenza.
Entrambi i fratelli hanno fatto molta fatica a fidarsi di nuovo degli adulti, ad adattarsi alle regole e routine della casa e della famiglia, così come a quelle della scuola, ma ora hanno fatto grandi progressi.
Con la famiglia affidataria condividono esperienze positive, ricreative e anche spirituali, frequentando le celebrazioni festive della chiesa locale.

Il sogno di un “per sempre”

Marco frequenta la terza elementare, va a scuola con entusiasmo ed è desideroso di imparare, malgrado le difficoltà di linguaggio per cui sta facendo terapia logopedica. Le sue materie preferite sono la matematica e le attività artistiche e quando finisce i suoi compiti aiuta i compagni che hanno bisogno. Permangono alcuni disturbi dell’attenzione e un livello di ansia che influisce sulle sue prestazioni, per cui sta continuando il percorso di accompagnamento psicologico e di terapia occupazionale.
Come tutti i bambini della sua età ama giocare a calcio, guardare la TV, vestire sportivo e soprattutto disegnare, possiede infatti un buon talento e molta creatività.
Non ha progetti precisi per il futuro, ma dice che vorrebbe fare il pompiere o il poliziotto per poter salvare le persone, si proietta però in una famiglia “per sempre” accanto a suo fratello Josè al quale è fortemente legato.

“Quando arriva la nostra famiglia”?

Josè frequenta la seconda elementare, anche lui va volentieri a scuola, gli piacciono tutte le materie e ha buoni risultati, malgrado la sua irrequietezza in classe e la mancanza di attenzione al suo materiale scolastico, per cui ha sempre bisogno di supervisione e accompagnamento. Anche Josè ha fatto un percorso di logoterapia, completato con successo rispetto ai disturbi comunicativi che presentava.
Presenta ancora alti e bassi emotivi che lo fanno passare da episodi di rabbia e marcata sensibilità, a periodi di maggiore autonomia e calma, in cui si mostra affettuoso, solidale e allegro; per tali motivi sta facendo anche lui un percorso psicologico e di terapia occupazionale.
Josè ama giocare con gli altri bambini oltre che con suo fratello, guardare la TV, andare in bicicletta e giocare con le costruzioni.
Sebbene secondo la sua giovane età, comprende la possibilità di avere una famiglia definitiva attraverso l’adozione, tant’ è che quando vengono convocati negli uffici del difensore di famiglia dichiara: “Io penso sempre che quando veniamo qua è per conoscere la nostra famiglia per sempre. Quando arriva? Manca tanto tempo?”.
Confidiamo che questo tempo non sia troppo lungo per questi due fratelli che hanno già sofferto tanto e hanno bisogno quanto prima di trovare degli adulti che si facciano carico delle loro esperienze negative e che insieme riescano a rielaborarle, facendo loro assaporare la gioia di essere amati incondizionatamente come figli.

L’appello con la scheda sui fratelli Marco e Josè si trova QUI