Adozione Internazionale. Che cosa è cambiato in Francia?

Le nuove riforme per garantire la tutela dei minori e la trasparenza dei processi in materia di adozione internazionale. Ecco che cosa è cambiato

La Francia ha recentemente introdotto una serie di riforme in materia di adozione internazionale, al fine di garantire una maggiore tutela dei minori e una maggiore trasparenza dei processi. Queste riforme riguardano principalmente il ruolo degli intermediari di adozione, che ora devono essere autorizzati o accreditati dalle autorità francesi, e il divieto dell’adozione indipendente, ovvero l’adozione effettuata senza il supporto di un ente o dell’autorità centrale.
L’adozione internazionale in Francia ha subito una forte diminuzione negli ultimi vent’anni, passando da oltre 4.000 casi nel 2005 a meno di 300 nel 2022. Allo stesso tempo, sono emerse nuove sfide, come la ricerca delle origini e la prevenzione delle pratiche illecite.

La Riforma del 2022

Per rispondere a queste esigenze, il legislatore francese ha approvato la legge n. 2022-219 del 21 febbraio 2022, che ha modificato il codice civile e il codice dell’azione sociale e delle famiglie in materia di adozione.
La riforma ha introdotto il requisito che tutti i richiedenti l’adozione internazionale debbano essere assistiti da un ente autorizzato dal consiglio dipartimentale o dall’operatore pubblico, l’Agence française de l’adoption (AFA), che è l’autorità centrale francese per l’adozione internazionale. L’adozione indipendente, che permetteva ai futuri genitori adottivi di gestire da soli il processo di adozione in un paese straniero, è stata vietata, in linea con le raccomandazioni degli osservatori dei diritti dell’infanzia, come il Comitato delle Nazioni Unite, la Commissione speciale della Convenzione dell’Aja del 1993 e il Servizio sociale internazionale.
La riforma ha anche previsto una regolamentazione più severa degli enti autorizzati, che ora devono ottenere un accreditamento dal Ministero per l’Europa e gli Affari Esteri per operare in determinati paesi di origine. L’accreditamento ha una durata di cinque anni e richiede una dichiarazione di interessi da parte dei membri dell’organo direttivo dell’ente, che deve indicare tutti i collegamenti diretti o indiretti con le autorità, le istituzioni o gli organismi coinvolti nella protezione dei minori nel paese per il quale si richiede l’accreditamento. Questo requisito mira a garantire una chiara separazione tra il processo di adozione e qualsiasi donazione, contributo o progetto di cooperazione che possa creare dipendenza o concorrenza tra gli attori dell’adozione internazionale.

Gli intermediari di adozione

La riforma ha anche modificato il panorama degli intermediari di adozione, riducendo il numero dei paesi per i quali gli enti possono ricevere l’accreditamento e sospendendo le adozioni da alcuni paesi che non offrono le necessarie garanzie in termini di tutela o di rispetto delle procedure. Attualmente, gli enti possono richiedere l’accreditamento per 13 paesi, tutti membri della Convenzione dell’Aja del 1993: Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Cina, Colombia, Costa d’Avorio, Ecuador, India, Senegal, Slovacchia, Tailandia, Togo e Vietnam. L’AFA, invece, è autorizzata in tutti i paesi aderenti alla Convenzione e sostiene i genitori adottivi in 20 paesi.
La riforma dell’adozione internazionale in Francia non è ancora conclusa.
Il governo si è impegnato a condurre una revisione delle pratiche illecite nelle adozioni internazionali, coinvolgendo i ministeri degli Affari esteri, della Giustizia e degli Affari sociali.

[Fonte:  Newsletter N°268 ISS/IRC Settembre – Ottobre 2023]