Adozione internazionale è #unbeneXtutti quando non ci saranno più pagamenti in contanti e tutti gli enti rispetteranno trasparenza e legalità nei conti

Uno dei ‘cavalli di battaglia’ da sempre di Ai.Bi., la tracciatura dei pagamenti per le procedure adottive è stato tra i punti-chiave proposti dagli Enti Autorizzati, nell’ambito della Conferenza di Roma in cui è stata proposta alla politica l’introduzione di un ‘bonus adozione’

Con il nuovo corso della Commissione Adozioni Internazionali (CAI) la speranza è che si possa procedere con verifiche a tappeto sugli Enti Autorizzati per mettere fine alla piaga dei pagamenti in nero e in contanti, ancora diffusi (e segnalati) da troppe famiglie che intraprendono il percorso adottivo

adozione internazionale: basta pagamenti in contanti e in nero per le procedureUna promessa è una promessa: ecco perchè, a qualche giorno dalla Conferenza ‘Adozioni Internazionali: un bene per tutti’ di Roma, oltre alla richiesta che i 20 Enti Autorizzati hanno fatto alla politica e, in particolare, al futuro Governo – l’introduzione immediata di un ‘bonus adozione’ da 10mila euro per tutte le famiglie che concludono l’iter adottivo, così da ridare vigore e sostegno al sistema-adozioni – non può non essere sottolineato anche l’impegno a sradicare definitivamente dal panorama dell’adozione internazionale in Italia il ‘tarlo’ dei pagamenti in contanti e, sovente, anche in nero.

Un problema che, nonostante molti sbandierati buoni auspici, sono ancora troppe famiglie a segnalare. E non è stata certamente un buon segnale di trasparenza la cifra ‘zero’ nella casellina delle verifiche sugli Enti Autorizzati (non) effetuate dalla precedente ‘gestione’ della vicepresidenza CAI. Una macchia, non l’unica ma probabilmente tra le peggiori, che dovranno essere purtroppo ricordate nel trienno ‘horribilis’ che tutti gli ‘addetti ai lavori’ ben conoscono. Con il nuovo corso, tuttavia, l’aspettativa di una stagione nuova anche sotto questo punto di vista è ormai assai più che una speranza.

D’altra parte, come ben chiarito dai due portavoce della Conferenza romana dello scorso 15 febbraio, la necessità di piena legalità e il rispetto di regole quali la suddivisione chiara e in relazione all’avanzamento di ciascuna procedura adottiva dei pagamenti richiesti alla coppia, così come l’erogazione dei denari solo in modo tracciabile ed esclusivamente in Italia, anche per la parte riguardante l’estero, sono espressamente previsti nel testo dell’articolo 18 delle Linee Guida CAI.

Uno scatto di reni è richiesto a tutti gli Enti Autorizzati che intendono davvero fare l’interesse dell’infanzia abbandonata e delle coppie che li scelgono nel delicato e importante compito di mediatori e facilitatori verso l’incontro con il proprio figlio, come previsto per legge: un passo importante per dare credibilità alle richieste del sistema-adozione e restituire fiducia alle famiglie che vorrebbero scegliere l’adozione internazionale, ma finora sono rimaste ferme proprio per queste ‘voci’. Per chi, nonostante tutto, volesse continuare a non essere dello stesso avviso, il destino ormai pare segnato.