Adozioni: due Presidenti dei Tribunali dei Minorenni a confronto. Cavallo: “I bambini grandi non vanno adottati” – Villa: “Io invece dico sì”

tribunali_torinoDa una parte, la convinzione che occorre fissare, in maniera ferrea, nei decreti d’adozione, “stringenti limiti d’età”.

Dall’altra, la certezza che la vera emergenza è trovare una famiglia ai preadolescenti. 

Da una parte, Melita Cavallo, presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma, che dichiara: “Sono contraria a dare in adozione bambini grandi. Di certo questo limita le possibilità. Ma assistiamo a un fenomeno crescente di ragazzi rifiutati dopo un mese, una settimana, due mesi, quindi immediatamente. E’ chiaro che si tratta sempre di bambini grandicelli perché molto spesso il minore tira fuori una storia terribile di abuso sessuale, di maltrattamenti gravi, che la coppia non regge”.

Dall’altra Fulvio Villa, presidente del Tribunale per i Minori di Torino, che lancia, con forza, un appello: “Fatevi avanti. Questi ragazzi delusi e offesi dalla vita non sono perduti. Siamo in difficoltà ad assegnare i grandicelli, ma chiediamo uno sforzo a chiunque fosse interessato. Accettiamo anche single e coppie da tutta Italia”.

Opinioni opposte e, in mezzo, il futuro incerto di bambini che sono diventati “grandi” in attesa di una famiglia che non arriva, nel desiderio di trovare una mamma e un papà che sappiano insegnar loro che sperare è possibile, che sognare una vita diversa non è un’illusione, che c’è sempre una seconda possibilità.

Il dibattito continua anche entrando nel vivo delle storie e spezza il cuore, non soltanto le opinioni, perché quello di cui si parla è sofferenza, solitudine, maltrattamenti, paura del futuro, orrore del presente in un orfanotrofio.

Melita Cavallo: «Da quando dirigo il Tribunale per i Minorenni di Roma, cioè da circa tre anni, ho avuto 10 restituzioni, tra le ultime una bambina indiana di 8 anni e un ragazzino vietnamita quasi adolescente. Troppe».

Fulvio Villa: Nel 2012 il Tribunale di Torino ha abbinato 109 bambini, dai neonati (26 l’anno scorso non riconosciuti) ai ragazzini di dieci anni o poco più. «Ricordo una ragazzina di 12 anni abusata. Era da raccogliere a pezzettini, è rinata con i genitori adottivi. Un terzo di questi ragazzi ha subìto abusi e maltrattamenti, ma desiderano e meritano una vita normale e un affetto esclusivo, e hanno tempi di recupero incredibili, rifioriscono una volta trovata la coppia che li sappia accettare, pur con il loro bagaglio di difficoltà» .

Veniamo ai dati per cercare di capirne di più. Sul numero complessivo delle adozioni in Italia, quelle fallite non superano storicamente l’1,7% del totale e hanno riguardato nel tempo soprattutto l’adozione nazionale. Una ricerca presentata dall’Istituto degli Innocenti stimava che i fallimenti adottivi di adozioni nazionali fossero il doppio di quelli internazionali.

In base ai “Quaderni della Ricerca Sociale 19 – Bambini e Bambine fuori dalla famiglia di origine, Min. Lav. e Pol. Soc., al 31 dicembre 2010”, ci sarebbero nei 29 Tribunali dei Minori 235 bambini provenienti da un precedente fallimento adottivo. Quanti di questi arrivano da adozioni nazionali e quanti da quelle internazionali? Incrociando i numeri con le stime dell’Istituto, staremmo parlando di qualcosa come 70 casi di fallimento di adozioni internazionali.

Pur essendo importante evitare che anche solo una restituzione avvenga, poiché ogni bambino ha diritto a una famiglia, tuttavia questo dato va confrontato con le migliaia di storie a lieto fine. Un dato su tutti: negli ultimi tre anni sono stati adottati quasi 12.000 minori provenienti dall’estero. 

Secondo voi, chi ha ragione? Melita Cavallo che, per evitare il fenomeno delle “restituzioni” (pari a meno del 2% del totale), preferisce rendere più difficile l’adozione di bambini di 8, 9, 10 anni, considerati già troppo grandi. Oppure Fulvio Villa , che vuole dare a tutti le stesse possibilità, considerato che le percentuali di fallimento sono comunque di gran lunga inferiori a quelle di buona riuscita?

(Fonte: La Stampa Torino, Uno Mattina Rai Uno)

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