Bombardamenti a Idlib, Siria. 40 bambini uccisi, migliaia in fuga

Bombardamenti senza sosta su Idlib e Hama. Almeno 40 i bambini rimasti uccisi e 46 feriti negli ultimi 2 mesi.

siria, tra bombe chimiche e 'intelligenti', i bambini hanno bisogno di aiuto

I bombardamenti di questi mesi hanno già provocato la morte di 40 bambini tra la zona di Idlib e Hama, a nord ovest della Siria.  Oltre 180 mila civili sono stati costretti a fuggire verso i villaggi a ridosso del confine turco. Tra questi 80 mila bambini.

Negli ultimi anni a Idlib avevano trovato rifugio oltre un milione di bambini innocenti e famiglie estremamente vulnerabili fuggiti dai bombardamenti di Aleppo, Homs e dal Ghouta orientale alla ricerca di protezione per i loro figli.

Ancora una volta, sono i civili, bambini e famiglie, a pagare il prezzo più alto e scuole e ospedali continuano ad essere bersagli facili.

Dopo otto anni di conflitto, circa il 30% della popolazione siriana è sfollato internamente. Il 68% vive in rifugi parzialmente danneggiati. Come se non bastasse dall’inizio di quest’anno l’area di Idlib è stata duramente colpita da due alluvioni. Le tende dei campi sfollati sono state spazzate via dalla pioggia e dal fango, portandosi via quel poco che le famiglie erano riusciti a salvare dalle loro case bombardate.

Proprio a Idlib, grazie al partner locale Kids Paradise che sta lavorando instancabilmente al fianco della popolazione colpita, è iniziata la costruzione di un nuovo forno fisso e uno mobile in grado di produrre e distribuire pane a oltre 30 mila siriani, tra questi 18 mila sfollati. Già nel 2015, in questa stessa area, Ai.Bi. avevamo costruito un forno, poi bombardato insieme alla ludoteca sotterranea che per mesi aveva dato sollievo e protezione a più di duecento bambini.

Oggi come allora è necessario garantire beni alimentari di prima necessità, come il pane.

Ai.Bi. opera in Siria dal 2014 con la campagna “Non lasciamoli Soli”, per mantenere alta l’attenzione su un conflitto che continua ormai da nove anni nell’indifferenza e portare sollievo alle popolazioni civili colpite.

La situazione a Idlib è drammatica e rischia di provocare una delle peggiori crisi umanitarie dall’inizio della guerra, nel 2011, con la più pesante perdita di vite umane.