Brasile. Ancora un neonato abbandonato a Brasilia accanto alla spazzatura. Più di 8mila i minori in attesa di adozione

Saul – questo il nome dato al bebè – è stato scoperto da una donna con un figlio di 9 mesi, che aveva scambiato il piagnisteo per le lacrime del proprio bambino. Solo nella città di San Paolo vengono abbandonati due neonati al giorno. Nei 27 Stati della federazione brasiliana sono registrati in istituto oltre 47mila minori

Un bebè di appena 8 giorni, abbandonato sotto un albero, a due passi dai mucchi di spazzatura già pronti per essere portati via dal servizio della nettezza urbana di Brasilia, proprio nel giorno della loro raccolta: piangente, affamato e cosparso di formiche, il piccolo è stato sentito piangere da una signora, Mariene, che ha un bimbo di 9 mesi e che, inizialmente, credeva che quel piagnisteo fosse opera del proprio neonato.

Dopo aver appurato, tuttavia, che il rumore ‘sospetto’ proveniva dall’esterno, è andata a scoprire di che cosa si trattasse. Da qui, il ritrovamento: il piccolo giaceva a poca distanza dall’abitato. Molti residenti hanno detto di aver udito, attorno alle ore 19 di quella sera, il rombo di una macchina che sfrecciava e dopo il vagito di un bebè. Probabilmente l’automobile della madre che lo ha lasciato lì.

Dopo averlo preso da terra, Mariene lo ha portato in casa e allattato, chiamando la Polizia. Gli agenti lo hanno immediatamente preso in custodia e condotto all’ospedale pediatrico, dove i sanitari lo hanno visitato accuratamente e sottoposto a terapia antibiotica per scongiurare il pericolo di infezioni. Saul – questo il nome che i medici gli hanno dato – infatti, pur pesando 3,7 kg era già stato ‘attaccato’ da un nugolo di formiche. In attesa di scoprire se gli agenti riusciranno a risalire ai genitori biologici, il bimbo sarà trasferito prossimamente in un istituto per piccoli abbandonati.

Una problematica molto grave nel Paese sudamericano, dove – solo a San Paolo – ogni giorno vengono abbandonati in media 2 bimbi. Anche per questo, secondo i più recenti dati del Conselho Nacional de Justiça, il Brasile conta oltre 47mila minorenni istituzionalizzati, di cui 8mila disponibili per l’adozione.

L’abbandono è il male del XXI secolo, una vera forma di schiavitù moderna che priva milioni di bambini della libertà di essere figli. E sono i numeri a dimostrarcelo impietosamente”: sono le parole di Marco Griffini, Presidente di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, nel commentare la piaga dell’abbandono minorile. Un problema che tocca da vicino anche i Paesi reputati ‘ricchi’: basti pensare che negli Stati Uniti d’America i cosiddetti care leaver (bambini fuori famiglia) sono 750mila.

Sei anni fa, il presidente Griffini sul medesimo tema fece una dichiarazione provocatoria, che è tuttavia perfettamente attuale nel commentare la storia del piccolo Saul, che è emblema di quella di tanti bebè come lui: “Con 45 milioni di euro, cioè coi soldi con i quali il Paris Saint Germain ha pagato qualche giorno fa il calciatore Javier Pastore, in Italia si sarebbero potuti adottare 2.500 bambini stranieri“.

Nel frattempo, i milioni di euro per stipendi e acquisti di calciatori (anche brasiliani) si sono moltiplicati e le cifre non smettono di lievitare. Così come non diminuiscono di numero i minori che non hanno una famiglia e che vorrebbero poter trovare al più presto un papà e una mamma pieni d’amore che li vogliano adottare.