Brasile: da marzo in funzione la nuova banca dati per le adozioni… e l’Italia sta a guardare

famiglie adottiveNon c’è che dire: il Brasile batte l’ Italia. Nella lotta contro l’abbandono il Paese del sud America distacca di molto il nostro. Con una popolazione di duecento milioni di abitanti, il Brasile ha un’ efficiente banca dati dei bambini abbandonati e adottabili. L’Italia, che ha solo 60 milioni di abitanti, ancora non riesce a coordinare 29 Tribunali per i Minorenni e far decollare il nostro registro nazionale.

In Brasile i bambini abbandonati hanno più chance di trovare una famiglia nel loro stesso Paese. Dal 9 marzo 2015 il nuovo Registro Nazionale delle Adozioni (CNA) dà la possibilità di incrociare i dati dei bambini con quelli degli aspiranti genitori. Da un lato per i bimbi adottabili possono essere segnalati dati fondamentali, come sesso, età, etnia ed eventuali patologie. Dall’altro i genitori vengono inseriti indicando soprattutto la disponibilità verso minori con malattie incurabili, curabili o che non è possibile conoscere a priori.

Il sistema, rispettando l’ordine di inserimento degli aspiranti genitori, evidenzia in maniera automatica possibili abbinamenti e per ciascun caso dà la possibilità ai giudici competenti di interagire e così avviare gli adempimenti utili a completare l’eventuale iter adottivo.


Infine il nuovo registro avvisa se un bambino e un aspirante coppia di genitori appaiono sì abbinati, ma senza che sia in corso alcun iter adottivo. In questo caso, parte un alert. I giudici vengono avvisati via e-mail e hanno l’obbligo di controllare la segnalazione.

E in Italia? La Banca Dati Nazionale dei Minori Adottabili e delle Coppie Disponibili all’Adozione è stata prevista da una legge del 2001. Dopo oltre 14 anni, la norma è stata recepita soltanto da 11 Tribunali. Quindi la banca dati così com’è incompleta non facilita l’abbinamento tra coppie adottanti e bambini adottabili né permette di monitorare la situazione delle adozioni nazionali in Italia.

Nel 2012 il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Ai.Bi. contro il Ministero della Giustizia proprio per la mancata realizzazione della Banca Dati dei minori adottabili, ma nulla è cambiato.

Anche da questo si vede la differenza tra un Paese nel quale i diritti dei bambini rientrano tra le priorità della politica, e uno Stato in cui quegli stessi diritti fondamentali sono ridotti ad enunciazioni di principio.