Brasile, parte da Rio de Janeiro il programma “territorio di pace”

(San Paolo) “Quando vediamo un giovane di 25 anni arrestato, questo giovane è vittima delle politiche economiche, di quelle sociali, di quelle educative. E’ colpa dello stato se questo giovane è diventato un criminale”.

Con queste parole il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha inaugurato il piano ‘Territorio di pace’ nel ‘Complexo de Alemao’, un agglomerato di ‘favelas’ di Rio de Janeiro che conta oltre 100.000 abitanti colpito da violenza e narcotraffico.

L’ambizioso piano sociale punta a pacificare una delle zone più insicure della metropoli carioca per ‘ripulirla’ dai narcos e dai poliziotti corrotti. “Cominciamo da Rio una rivoluzione per risolvere definitivamente il problema della sicurezza pubblica. Il problema non riguarda solo la polizia, serve la presenza dello stato con istruzione, lavoro, formazione professionale e culturale. E’ quello che vogliamo fare qui” ha aggiunto il presidente. Previsto dal ‘Programma nazionale della cittadinanza’, il piano ‘Territorio di pace’ si estenderà alle principali ‘favelas’ delle altre metropoli brasiliane, da San Paolo a Salvador.


Ogni quartiere conterà su “azioni integrate della cittadinanza per combattere la violenza” tradotte in iniziative culturali, sportive, professionali; nel ‘Complexo de Alemao’ è prevista anche la costruzione di 3000 case popolari. Il cammino si presenta più che arduo: in concomitanza con la presentazione ufficiale del nuovo programma, nel vicino agglomerato di ‘favelas’ di Maré gli abitanti sono scesi in piazza per protestare contro l’uccisione di un bambino di otto anni durante un’incursione della polizia; sembra, ma non è ancora chiaro in una città che conta con scadenza quasi quotidiana vittime di violenza nelle baraccopoli, che gli agenti siano intervenuti mentre era in corso uno scontro tra bande rivali di narcotrafficanti.

(fonte: Misna)