Cina, Hao: «Dopo 6 anni di istituto, ora me ne vorrei proprio andare!»

Sano come un pesce, da quanto dicono le schede redatte dal medico del distretto di Chengdu, risalenti all’ultima visita. Occhi neri e mobilissimi che raccontano tutto del suo carattere. Infine, è nato nel 2000 ed è stato fatto entrare nell’Istituto cittadino 6 anni dopo. Era il 2006: l’anno del Cane nello Zodiaco cinese. Così chi lo ha accolto gli ha dato il suo vero nome (Hao è un nome di fantasia che adoperiamo in questo articolo) secondo questo segno.

Per la cultura cinese i nati nel segno del Cane sono i paladini e le sentinelle dell’intero Zodiaco. Hanno un innato senso di giustizia che li rende amici assai desiderabili. Lottano da subito contro ogni forma di menzogna, da adulti sviluppano doti di attivisti sociali e presentano petizioni e raccolte di firme in nome dei diritti civili. Sono i più sensibili e combattivi in termini di giustizia sociale. Quand’era entrato nell’Istituto, Hao era alto 112 centimetri e pesava solo 19 kg, ma c’erano già i suoi occhi luminosi e inquieti – che lo facevano guardare attento, che gli facevano registrare tutto ciò che si muoveva attorno a lui – a dire chiaramente che era un osservatore nato, attivo e pronto a memorizzare.

All’interno dell’Istituto si è rivelato da subito un “conquistatore”: era estroverso e dimostrava buone capacità di adattamento. Ma era nervoso e fragile, non aveva ancora un forte senso del gruppo. Tendeva a proteggersi dagli altri. Se i bambini gli prendevano i giocattoli lui, magrolino com’era, reagiva come un lupo, spintonandoli a terra. Interveniva l’insegnante ma, per tutta risposta, il nostro Hao faceva i capricci e scappava via, tenendosi in braccio i giocattoli.


Poi l’estate ha soffiato un vento caldo su di lui. È entrato nel programma Little Sister assieme ad altri piccoli, promosso dal suo Istituto: finalmente ha conosciuto cosa vuol dire socializzare. I volontari gli raccontavano storie, gli facevano vedere cartoni animati, gli mostravano il valore della modestia, e ha imparato a gestire le relazioni in modo diverso, senza l’uso della forza. Finché a novembre è cambiato tutto. Una casa famiglia lo ha accolto nel suo seno. Al contatto con il calore di una coppia e di altri fratellini è cresciuto, si è nutrito. Sono state le attenzioni di una madre vera a fargli acquisire senso di squadra e valori familiari.

È stata la carezza di madre a trasformarlo. Il tutore ha detto che è diventato un’altra persona. È più espressivo. È attento all’insegnante e riconosce il valore della sua autorità. È stato una vera rivelazione nell’Istituto: è tenero con i bambini più piccoli di lui. L’anno dopo, nel 2007, è entrato a scuola, ripetendo il suo ciclo di iniziale nervosismo/osservazione/integrazione finale. Dopo i primi mesi di difficoltà, anche stavolta Hao è stato una rivelazione per il suo umore curioso e monello e per il suo spirito attivo, e oggi è un bravo studente che ama lavorare e dare una mano nelle pulizie.

Ora bisogna rendergli tutta la giustizia che gli brilla negli occhi: lo dobbiamo adottare. Hao non ha mai smesso di sperare in una famiglia vera.

Importante: i minorenni in Cina, quando compiono 14 anni, vengono mandati fuori dagli istituti per essere ospitati in altri centri fino ai 19 anni di età, dove li avviano al lavoro. Oppure, se studiano, vengono spediti in una specie di sistema di collegi. E dal compimento del 14° anno d’età non possono più essere adottati! 

Se siete una coppia o famiglia idonea ad adottare scrivete ad aibi@aibi.it e telefonate subito al numero 02.988.221!