Cina: il numero degli orfani è in costante aumento. Sono 570.000 i bambini senza famiglia

cina 570570mila bambini senza famiglia: tanti sono gli orfani in Cina, censiti alla fine del 2012, con un aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Di questi solo 95.000 sono presi in carico dal Welfare del governo, cresciuti in istituti pubblici finanziati e riconosciuti dallo Stato, mentre gli altri 475mila sono in orfanotrofi privati o affidati a familiari e parenti.

“Visto che non ci sono abbastanza istituti pubblici, l’incremento degli orfani al di fuori delle strutture ufficiali era prevedibile”, denuncia Gu Xiaoming, docente di Sociologia alla Fudan University.


Eppure, proprio in una circolare del maggio scorso, 7 istituti gestiti dal Governo hanno vietato a privati cittadini la presa in carico di bambini abbandonati, nello sforzo di combattere i crimini legati all’infanzia, incluso quello del traffico dei minori. “Nel caso in cui non si riuscisse a trovare dei tutori per i bambini, questi devono essere temporaneamente accolti da apposite strutture gestite dal Welfare”, si legge nel documento.

Il Ministro delle Politiche Sociali aveva reso noto, nel 2012, i numeri legati alle strutture di accoglienza. “Nel Paese, ci sono 724 istituti con un totale di 87.000 posti letto, sufficienti per ricevere altri 54.000 bambini entro la fine del 2012”.

Ma il bisogno è superiore all’offerta. “Il numero degli istituti pubblici non è affatto sufficiente a garantire la tutela dei minori abbandonati. E la situazione è aggravata dalla chiusura di molti orfanotrofi privati per mancanza di fondi”, ha dichiarato Xia Xueluan, professore di Sociologia e Antropologia che insegna all’Università di Peking, aggiungendo che tutti i livelli del Governo non prestano abbastanza attenzione alle strutture pubbliche di accoglienza degli orfani, e che non tutti i minori abbandonati possono godere del diritto di andare a vivere in un orfanotrofio riconosciuto.

L’incendio in un istituto privato e privo di licenza, in cui erano morti 7 bimbi a gennaio del 2013 nella contea di Lankao, nella Provincia del Henan, aveva suscitato scandalo e apprensione. E’ evidente che le strutture non controllate e lasciate alla libera iniziativa individuale presentano rischi.

“Il Governo dovrebbe farsi carico di ogni spesa per gli orfani, invece di dare solo un sussidio mensile: questi bambini hanno il diritto di vivere, di andare a scuola e di essere felici come tutti i loro coetanei”, aggiunge il professor Gu Xiaoming.

Una strada per aiutarli è sicuramente quella dell’adozione. Nel 2012, ci sono state 23.157 adozioni nazionali in Cina (con un calo del 16% rispetto al 2011), mentre le adozioni internazionali sono state 4.121, e hanno visto un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.

In questo il nostro Paese gioca un ruolo importante. “Rispetto ad altri Stati, abbiamo iniziato da poco tempo la collaborazione con l’Italia, ma in questo breve periodo, il vostro Paese è diventato il secondo, fra quelli europei, per importanza e significatività in merito ai risultati raggiunti, sia nell’ambito dell’adozione internazionale sia in quello della cooperazione con il CCCWA”, ha detto Zhang Shifeng, direttore del CCCWA (China Center for Children’s Welfare and Adoption), autorità centrale per le adozioni internazionali, alla delegazione di Ai.Bi., che a maggio di quest’anno si è recata in Cina.

In effetti, l’Italia grazie agli intensi scambi di collaborazione fra le due Autorità Centrali, e grazie all’efficacia operativa degli enti autorizzati italiani accreditati in Cina, si è saputa imporre in pochi anni all’attenzione delle autorità cinesi per la qualità e la portata non solo delle attività legate all’adozione internazionale (che di anno in anno stanno crescendo), ma anche per gli interventi di cooperazione promossi dagli enti, a favore dei minori cinesi in difficoltà.

 

Fonte: globaltimes.cn