Colombia: da oggi sarà più facile dare una famiglia a 6440 bambini e adolescenti adottabili

Sede_Nacional_ICBF 350

In Colombia sono 8105 i bambini e adolescenti dichiarati adottabili, ma ancora in attesa di avere una famiglia. Vite e destini impantanati tra carte bollate e ritardi burocratici che l’Autorità centrale colombiana, l’Istituto Colombiano del Bienestar Familiare, vuole cercare di tirar fuori dallo stato di abbandono in cui vivono. L’ICBF ha messo a punto una strategia sperimentale per ridare speranza a questi minori e reintrodurli nel circuito reale dei bambini adottabili. Delle 33 regioni colombiane, 6  sono quelle ‘pilota’: Bogotà, Cundinamarca, Antioquia, Valle, Boyacán e Meta, nelle quali comunque risiede  la maggior parte dei minori in stato di adottabilità che attualmente vivono ancora sotto la protezione dello Stato: 6440 sui 8105 totali.

Quando non sono legate a condizioni di salute davvero difficili, le cause della mancata adozione sono spesso di tipo burocratico. In particolare le lungaggini del processo di dichiarazione di adottabilità, oppure i ritardi nel concludere il processo di dichiarazione di adottabilità nonché il rimbalzo dei dossier da un ufficio di competenza all’altro, per il rifiuto della famiglia d’origine che nega il suo consenso alla dichiarazione di adottabilità di minori, per i quali è ritenuta comunque inadatta a occuparsene.


Il cosiddetto piano d’urto esclude gli adolescenti d’età compresa tra i 13 e i 17 anni, che verranno inviati direttamente all’area Progetto di vita, visto che per essi l’Autorità centrale colombiana ritiene purtroppo preclusa la possibilità di trovare una famiglia.

I 6640 dossier dei bambini selezionati sono allo studio di un’equipe psicosociale della sede nazionale dell’ICBF e delle sedi regionali. Quest’ultime hanno la possibilità di verificare le condizioni dei bambini,  filtrando i casi  da passare al comité adottivo regionale per i bambini che presentano condizioni tali da permetterne l’abbinamento diretto a una famiglia in lista d’attesa. Quelli che restano esclusi passeranno alla valutazione della sede nazionale dell’ Autorità centrale colombiana, la quale elaborerà specifiche schede da consegnare ai 53 enti autorizzati che hanno aderito al ‘piano d’urto’. Tra essi, anche Amici dei Bambini che potrà così avere accesso alle schede di valutazione socio-sanitarie ed eventualmente proporre vari abbinamenti alle coppie in attesa di abbinamento.

I bambini vengono inseriti in tre categorie di special needs: bambini grandicelli; oppure con condizioni speciali di salute; oppure gruppi di fratelli. Come primo step la sede nazionale dell’ICBF comincerà a distribuire agli enti autorizzati le lettere di valutazione dei bambini grandi, d’età compresa tra i 9 ed i 12 anni. Il secondo filtro riguarderà i bambini con qualche problema di salute.  In ultima istanza verranno studiati i gruppi di fratelli. In questo caso, le equipe multidisciplinari valuteranno le singole storie per capire la possibilità di separare i fratelli, per permettere ai bambini di trovare più facilmente una famiglia.

Le fratrie che, nonostante il nuovo studio, non potranno essere divise, verranno date in valutazione agli enti.

Il piano d’urto concepito dall’ICBF è davvero importante per questi 6640 bambini di poter diventare figli, ma per tradurlo in realtà il piano ha bisogno che ad esso aderiscano anche le famiglie disponibili a donare amore a questi bambini. Chiunque sia interessato, può fin d’ora contattare Amici dei Bambini.