Nuovo congedo parentale: esteso fino ai 14 anni d’età

La nuova Legge di Bilancio prevede congedi più ampi anche per la malattia dei figli: fino ai 14 d’età e non più per 5, ma per 10 giorni all’anno. Va meglio chiarita, però, la questione dei figli adottivi e affidatari

Tra le circa 450 pagine della nuova Legge di Bilancio 2026, ce ne sono alcune dedicate alla modifica delle regole per i congedi parentali destinati ai genitori che assistono i figli malati. In generale, la tutela è aumentata, sia per quel che riguarda il numero dei giorni di permesso che si possono richiedere, sia rispetto all’età dei figli entro cui poterne usufruire. Vediamo nel dettaglio tutte le novità.

Congedo parentale fino ai 14 anni

Il principale cambiamento è l’estensione del limite d’età del figlio entro il quale si può usufruire del congedo parentale: non più 12, ma 14 anni!
Rimangono invariati i limiti di durata, ovvero fino a 6 mesi per ciascun genitore, ma fino a 10 mesi complessivi tra entrambi, oppure 11 mesi se almeno 3 sono utilizzati dal padre. Per i genitori che sono da soli e che hanno il figlio in affidamento esclusivo, il periodo massimo di congedo è di 11 mesi.
Per quanto riguarda, invece, i figli in affidamento e quelli adottati i 14 anni entro i quali si può usufruire del congedo parentale partono dall’ingresso in famiglia del minore, ma hanno comunque come limite massimo la sua maggiore età.

Indennità economica per i congedi parentali

Anche l’indennità economica viene riconosciuta fino ai 14 anni d’età (o di ingresso in famiglia) dei figli, con i primi 3 mesi di congedo retribuiti all’80% (ma solo se se ne usufruisce entro i 6 anni del minore) e i restanti al 30%. In totale, i mesi retribuiti possono essere 9, ma tre mesi sono “non trasferibili” per ciascun genitore. In sostanza, se la madre ha usufruito di 6 mesi di congedo retribuito, gli ulteriori 3 possono essere retribuiti (al 30%) solo se a usufruirne è il padre.
Per i genitori soli o affidatari esclusivi, vengono indennizzati fino a 9 mesi.
Questi cambiamenti, introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, sono validi solo per i lavoratori dipendenti, non per quelli iscritti alla Gestione Separata e per i lavoratori autonomi.
l’INPS ha pubblicato un messaggio con tutte le indicazioni nel dettaglio.

10 giorni all’anno fino ai 14 anni

Altre modifiche sono state introdotte per quanto riguarda i congedi per malattia. Non per quanto riguarda i figli tra 0 e 3 anni, per i quali i genitori possono assentarsi dal lavoro per tutta la durata della malattia; ma per i bambini più grandi. Se, infatti, in precedenza i permessi erano limitati a 5 giorni all’anno fino agli 8 anni di età, con la nuova legge di bilancio i giorni a disposizione ogni anno salgono a 10 e possono essere richiesti fino ai 14 anni d’età del figlio.
Per i genitori adottivi o affidatari i congedi illimitati per malattia valgono per i figli da 0 a 6 anni, mentre per i 10 giorni all’anno per i figli più grandi le indicazioni non sono chiarissime.
Secondo il sito “laleggepertutti”, non essendo stato modificato l’articolo 50 del testo unico, “le regole per chi adotta un minore sono rimaste ancorate al vecchio sistema”, ovvero 10 giorni all’anno per i figli tra 6 e 8 anni o comunque per i primi tre anni dall’ingresso del bambino in famiglia, se questi ha tra i 6 e i 12 anni.
L’interpretazione più generale che si trova, invece, è che le disposizioni dette in precedenza valgano per tutti i figli, compresi quelli adottati, per i quali, in questo caso, i congedi potrebbero essere richiesti fino ai 14 anni di età.
È auspicabile che possa arrivare quanto prima un chiarimento per fugare ogni dubbio su quella che, altrimenti, si configurerebbe come una palese discriminazione di trattamento.