Congo. Giocare è un diritto, attraverso il quale sorridere al futuro

Istruzione, sicurezza, salute… ma anche il gioco. Tutti diritti che Ai.Bi. cerca di garantire ai piccoli ospiti del Contro Sodas, e che può promuovere attraverso le iniziative rese possibili dal Sostegno a Distanza

Quando si parla di aiuto ai minori in difficoltà, specie in un Paese povero, si pensa, giustamente, al bisogno di istruzione, sicurezza e miglioramento delle condizioni sanitarie. Tutte cose giustissime e prioritarie, e per le quali, infatti, le Associazioni come Ai.Bi. studiano progetti, reperiscono fondi e organizzano interventi.
Per non parlare del diritto di tutti i bambini ad avere una famiglia, obiettivo principale che è al fondamento dell’esistenza stessa di Ai.Bi.: aiutare tutti i minori a poter essere figli, sostenendo le famiglie in difficoltà, aiutando il reintegro in famiglia di quei bambini che per vari motivi ne sono stati allontanati, promuovendo l’affido proprio per dar modo alle famiglie di risolvere le criticità e poter progettare un nuovo futuro, insieme, e, in ultimo, adoperandosi per l’adozione di tutti quei minori abbandonati che una loro famiglia non ce l’hanno.

Non dimenticare il diritto al gioco di tutti i bambini

Tra tutti questi diritti, però, facilmente capita di tralasciarne uno, altrettanto fondamentale: il diritto al gioco! Per i nostri figli, in fondo, è qualcosa di scontato. Anzi, la difficoltà è spesso quella di farli smettere, richiamarli “all’ordine” e spiegare come “non si possa sempre giocare”. Ma in tante parti del mondo il gioco è un lusso che i bambini non conoscono, chiamati a comportarsi da adulti già a un’età in cui adulti non si è, o semplicemente impossibilitati a giocare per mancanza di spazi, di sicurezza e, a lungo andare, anche di fantasia.

Ne abbiamo avuto la conferma un pomeriggio, quando la cooperante di Ai.Bi. nella Repubblica Democratica del Congo, dopo una visita al centro Sodas per parlare con i responsabili e organizzare al meglio i diversi progetti da portare avanti, ha pensato, con l’assistente sociale Fikiri e il responsabile del Sodas Jackson, di organizzare un momento di gioco e animazione con i bambini.
Il Sodas ha un cortile molto piccolo e, per questo, si è deciso di mettersi all’esterno del centro, in uno spazio comune. I bambini del centro sono parsi subito entusiasti, ma non solo loro: come sono iniziati i giochi, sono accorsi anche i bambini di tutto il vicinato, che dei piccoli ospiti del Sodas sono abituali compagni di gioco: un diritto di ogni bambino, che non bisogna mai dimenticare e che sa regalare sorrisi immediati che fanno bene al cuore di tutti.

Chiunque può aiutare questi sorrisi a sbocciare, sostenendo le attività del Centro Sodas, nella Repubblica Democratica del Congo, attraverso un sostegno a distanza. Con 25 euro al mese, meno di un caffè al giorno, si può aiutare a garantire ai piccoli ospiti dell’Istituto il diritto allo studio e ad avere un posto sicuro in cui crescere e costruire un proprio futuro. Anche attraverso il gioco.

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