Crollo delle adozioni internazionali negli Stati Uniti. Il dato più basso degli ultimi dieci anni

mondoIl 2009 è stato l’anno nero delle adozioni internazionali per gli Stati Uniti. Sono stati 12.700 i bambini accolti nei primi dieci mesi del 2009: il risultato più basso registrato nell’ultimo decennio, con un calo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2008. Lo rende noto il Dipartimento di Stato Americano.

Nel 1989 sono stati 15.719 i minori stranieri che hanno trovato una famiglia negli Stati Uniti; dieci anni dopo, nel 1999, erano 12.753. Il picco si è raggiunto nel 2004 quando le famiglie americane hanno adottato ben 22.990 bambini. L’inversione di rotta si è registrata tuttavia dal 2008 quando sono stati 17.475 i minori stranieri ad essere adottati.

La Cina si è confermata il principale Paese di origine dei figli adottivi con 3.001 bambini cinesi adottati; si tratta tuttavia del numero più basso di adozioni concluse in Cina dal 1995. Dopo il Paese asiatico, compare l’Etiopia con 2.277 minori accolti dallo Stato africano; in questo caso, in piena controtendenza con il dato complessivo, si è registrato un aumento del 25% delle adozioni rispetto allo stesso periodo del 2008. La Federazione Russa risulta il terzo Paese di accoglienza con 1.586 bambini adottati; il Sud Corea con 1080; il Guatemala con 756; l’Ucraina con 610.


I dati confermano una nuova prospettiva delle adozioni internazionali: realtà come il Guatemala e la Cina, ovvero i Paesi che storicamente rappresentavano un “serbatoio di adozioni” di bambini piccoli per gli USA, stanno vivendo un periodo di profondo cambiamento finalizzato a migliorare la trasparenza delle procedure e del sistema adozioni nel suo complesso. L’adozione internazionale viene considerata sempre più dai Paesi di origine dei minori uno strumento sussidiario all’adozione nazionale e viene quindi favorita l’accoglienza di minori non più piccoli, appartenenti a gruppi di fratelli o con problemi di salute. Bambini che non trovano una famiglia disposta ad adottarli nel loro Paese di origine.

Sarà questa la nuova frontiera dell’adozione internazionale.