Dipendenza da smartphone nei ragazzi: i segnali e le regole che aiutano davvero

Come riconoscere i segnali di un uso problematico dello smartphone e aiutare bambini e adolescenti a vivere il digitale in modo sano e consapevole. Le raccomandazioni degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e della Società Italiana di Pediatria

La vita dei ragazzi di oggi – ma anche della maggioranza di noi adulti – si divide tra relazioni e impegni offline e una nutrita schiera di attività e momenti di svago che vengono svolti on line.

Dato il tempo trascorso sulla rete, risulta ovvio come il benessere di bambini e adolescenti passi anche da un approccio corretto e sano all’uso del digitale. Questo non significa demonizzare la tecnologia, ma riconoscere quando un utilizzo errato possa creare problemi al benessere dei minori.

Approfondiamo insieme l’argomento grazie a quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità all’interno del progetto dedicato al benessere digitale e dagli esperti della SIP – Società Italiana di Pediatria.

I segnali di rischio

Ribadiamo ancora una volta, come non sempre l’utilizzo frequente del digitale da parte dei giovanissimi debba essere visto come un problema. Un campanello d’allarme deve risuonare quando il rapporto dei minori con le tecnologie perda flessibilità e inizi a compromettere il benessere e il funzionamento quotidiano della persona.

“Segnali di rischio – spiega l’ISS-  possono includere l’incapacità di limitare o interrompere l’attività online, il disagio quando non si abbia accesso ai dispositivi e la tendenza a trascurare interessi, impegni o relazioni significative a favore della connessione”.

La presenza di un problema emerge soprattutto quando l’utilizzo delle tecnologie interferisce con il rendimento scolastico o lavorativo, le relazioni familiari e sociali, il benessere psicologico generale. Quando la tecnologia sostituisca sport, hobby e attività ricreative offline.

L’uso non corretto dello smartphone può interferire anche con il sonno. L’uso serale dei dispositivi può ritardare l’addormentamento, ridurre la durata del sonno e peggiorarne la qualità. Il rischio aumenta – spiega l’ISS – qualora il telefono rimanga in camera del ragazzo, arrivino notifiche notturne o le attività online siano molto coinvolgenti. Dormire poco e male può avere effetti importanti sugli adolescenti. Può aumentare irritabilità, sonnolenza diurna, difficoltà nell’attenzione, problemi di memoria, causare un peggior rendimento scolastico e aprire ad una maggiore vulnerabilità verso sintomi ansiosi e depressivi. Il sonno insufficiente può anche rendere più difficile la regolazione delle emozioni e aumentare alcuni comportamenti a rischio.

Infine, un altro segnale rilevante è l’uso di Internet come principale modo per gestire emozioni negative, come ansia, tristezza, noia, solitudine o stress.

Cosa possiamo fare?

La presenza di questi segnali – chiarisce l’ISS – non significa necessariamente che ci sia una dipendenza, ma suggerisce l’opportunità di parlarne con i figli e, se il problema persista o interferisca con la vita quotidiana, di rivolgersi a un professionista.

Vediamo insieme alcune regole fornite dalla società italiana di pediatria SIP -e riprese dall’ISS – per orientarci sul corretto uso del digitale da parte dei nostri figli.

La SIP sottolinea come, per favorire uno sviluppo sano dei bambini, l’uso del digitale debba essere responsabile e progressivo.

Raccomanda quindi di:

  • Evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i rischi legati all’esposizione a contenuti inappropriati;
  • Rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale;
  • Ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti per legge;
  • Evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire;
  • Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo;
  • Mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età.

Inoltre ricorda di evitare di permettere ai bambini di usare dispositivi sotto i due anni, limitarli a meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e a meno di due ore dopo i 5 anni, sempre sotto il controllo dell’adulto.

“Le evidenze scientifiche – spiegano gli esperti della SIP- mostrano che un’esposizione precoce e prolungata agli schermi può incidere su diversi aspetti della crescita. I bambini dormono meno, si muovono meno, parlano meno. E possono diventare più ansiosi, irritabili e più soli.”

Parlare con i figli e promuovere un uso consapevole del digitale

Ridurre il tempo di presenza on line può aiutare a risolvere un uso problematico del digitale, ma secondo l’ISS quello che veramente può fare la differenza è promuovere un uso consapevole, aiutare i ragazzi a riconoscere le emozioni che possono portarli a rifugiarsi online e favorire strategie alternative per gestire noia, stress, ansia o solitudine.

Un ruolo centrale secondo l’ISS lo svolgono le famiglie: “relazioni positive, comunicazione aperta e regole condivise, coerenti e spiegate sono più utili di divieti rigidi o punitivi. Anche le attività offline significative, come sport, relazioni sociali, interessi creativi e tempo libero strutturato, rappresentano fattori protettivi. Gli interventi basati solo sul controllo del tempo online risultano meno promettenti se non sono accompagnati da educazione, dialogo e potenziamento delle competenze di autoregolazione del minore”.

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A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.