Scuola. Esame di maturità 2026: prima prova il 18 giugno

Il Ministero ha pubblicato l’Ordinanza che chiarisce date e criteri di ammissione per il prossimo Esame di Maturità. Prove scritte il 18 e 19 giugno. Per chi è ammesso con il 6 in condotta, obbligatorio un elaborato su temi di cittadinanza attiva

Come noto, l’esame di maturità 2026 sarà il primo a svolgersi interamente secondo le nuove regole introdotte dal decreto ministeriale n. 13 del 29 gennaio 2026. Ora, grazie alla pubblicazione dell’Ordinanza ministeriale del 26 marzo, si conoscono anche gli aspetti pratici più dettagliati, come calendario, requisiti di ammissione e alcune regole che è bene studenti e famiglie conoscano.

Quando inizia l’esame di maturità 2026

Naturalmente, l’ordinanza conferma le tre prove: tema di italiano per tutti, prova scritta di indirizzo e colloquio orale.
La prima prova si svolgerà giovedì 18 giugno 2026 a partire dalle ore 8:30; la seconda prova sarà il giorno successivo, venerdì 19 giugno 2026, sempre alle 8:30, mentre i colloqui partiranno successivamente in base ai calendari stabiliti da ciascuna commissione.
Per tutti coloro che, per qualche motivo, non riuscissero a partecipare a queste prove, l’Ordinanza ha stabilito anche le date delle prove suppletive: 1° e 2 luglio (con eventuale prosecuzione) e per la terza prova suppletiva il 7 luglio.

Criteri di ammissione

La comunicazione del Ministero chiarisce bene i requisiti dell’ammissione degli studenti da parte del consiglio di classe:

  • avere la sufficienza (almeno 6/10) in tutte le discipline, salvo eventuali deroghe motivate;
  • avere un voto di comportamento non inferiore a 6/10;
  • aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale, salvo deroghe per motivi documentati (malattia, gravi situazioni familiari, ecc.);
  • aver partecipato alle prove INVALSI, che restano requisito di ammissione ma non incidono sul voto finale.

Per i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), l’Ordinanza richiama quanto già previsto dalla riforma: la partecipazione è requisito, ma l’assenza per cause oggettive può essere valutata dal consiglio.
Una novità è la richiesta della presentazione di un elaborato su temi di cittadinanza attiva da parte di quegli studenti che fossero ammessi all’esame con un voto in condotta pari a sei decimi.

Poco più di tre mesi, e per circa 500mila studenti sarà già tempo di esame di maturità!