Fame di Mamma. Da Torino a Milano, il dono più importante è ritrovare la bellezza di una famiglia

casa-famiglia41“Con una famiglia così, siamo tornati bambini anche noi”. Antonina e Ivano stanno vivendo la gioiosa ansia e la voglia di celebrare il Natale come non facevano più da qualche anno. Loro sono i coniugi che dall’inizio di settembre hanno preso in gestione la casa famiglia “Il Sorriso” di Torino, una delle strutture che si possono sostenere a distanza aderendo alla campagna Fame di Mamma. E grazie ad essa e ai suoi piccoli ospiti, Antonina e Ivano hanno ritrovato la dimensione familiare del Natale: quella dimensione che, da coppia senza figli e, per la siciliana Antonina, con i genitori lontani, si era un po’ smarrita. Ma da qualche mese la loro vita è di nuovo piacevolmente affollata: ad animarla e a rendere ogni giorno una piccola grande missione ci sono i bambini ospiti della casa famiglia di Ai.Bi. “Attualmente sono in 3: uno di 6 anni e due molto piccole – spiega Antonina -. Con loro ci stiamo preparando a festeggiare la venuta di Gesù Bambino. Per l’occasione dalla Sicilia sono arrivati anche i miei genitori, nonni affidatari che passeranno con noi la serata della vigilia e tutta la giornata del 25, tra il pranzo al ristorante e i tanti intrattenimenti che Torino offre ai bambini nel periodo di Natale”.

La sera del 24 arriverà anche Babbo Natale in persona. “Così tranquillizziamo il più grande dei nostri piccoli ospiti che l’altro giorno mi ha detto preoccupato che qualcuno gli aveva riferito che Babbo Natale non esiste!”, dice ancora la mamma di questa famiglia numerosa e speciale. La quale, tuttavia, non può non riconoscere anche che, negli occhi di questi bambini, si vede ancora un velo di tristezza. “Per loro sarà il primo vero Natale di armonia – dice -, ma è ovvio che sentano ancora un po’ la mancanza di quelle persone che, pur rappresentando la causa del loro disagio, sono state fino a poco tempo fa i loro punti di riferimento”.

Per ogni bambino accolto in casa famiglia, del resto, si elabora un progetto specifico. Antonina e Ivano hanno già potuto sperimentare il pieno successo di uno di questi. “Un bambino di 3 anni che abbiamo accolto nei primi mesi è stato adottato. Era entrato in casa famiglia come un minore pieno di difficoltà e ne è uscito vivace e capace di farsi capire pienamente. A lui, come a tutti i nostri piccoli ospiti, abbiamo dato un pezzo della nostra vita.


Questo è anche il primo Natale della Family House, la “clinica specializzata” per la cura del male dell’abbandono aperta da Ai.Bi. in provincia di Milano, nell’ambito della campagna Fame di Mamma. E anche in questo caso non è mancato Babbo Natale. Anzi, tra lui e i suoi folletti-collaboratori, a portare i regali alle mamme e ai bambini ospiti della struttura sono arrivati addirittura in 3, fidanzati e mariti delle operatrici.  Nel frattempo, una delle mamme presenti ha saputo che a metà 2016 riceverà un dono in più, quello più importante: il suo percorso in comunità è stato giudicato positivamente dai servizi sociali che hanno quindi acconsentito a farle iniziare una fase di semiautonomia. Per queste mamme e bambini, insomma, la Family House è sentita ormai come una vera casa. A testimoniarlo, una frase forse inattesa, ma sicuramente ricca di significato, rivolta da una delle ospiti alle operatrici della Family House nei giorni precedenti il Natale: “Venite pure quando volete: per voi le porte di questo posto sono sempre aperte!”