Fame di mamma. “Per la prima volta ho fatto un regalo a mia figlia”

La storia di una  mamma che, per la giovane età e l’inesperienza, ha finito per perdere la rotta , ritrovandosi  in una di quelle “burrasche della vita” da cui uscire vivi è un dono e  rischiando di  perdere per sempre i suoi tesori più grandi: Rino e Pina

Nel noto film “Ricomincio da tre”, l’attore protagonista, parlando con un amico, diceva: “Se nella vita ho fatto tre cose buone, perché devo ricominciare da zero…? Io ricomincio da tre!”
Il senso era chiaro: non buttiamo via le cose belle insieme a quelle brutte.

Lo spazio neutro di Amici dei Bambini

Questo spirito è quello che appartiene anche a uno dei servizi che la Family House di Ai.Bi. Amici dei Bambini e della Cooperativa AIBC offre: lo spazio neutro.
Per chi si intende meno di tutela minori, si tratta di uno spazio/stanza dove i minori possono incontrare le persone della propria famiglia alla presenza di una figura esterna, appunto “neutra”, chiamata educatore, che aiuta a mantenere i rapporti nonostante le difficoltà vissute dalla famiglia.
In questo spazio, come educatori incontriamo persone che pian piano ci raccontano un pezzetto della loro vita, condividendo paure, preoccupazioni, tristezze, rabbie, ma riuscendo anche, con pazienza, a concedersi di fidarsi e affidarsi. Un passo fondamentale per scoprire che dietro tutte le loro emozioni c è la speranza e il desiderio di conoscere quali sono le tre cose da cui ripartire.
Recentemente, è capitata una vicenda che ha reso evidente proprio questo meccanismo.

Riscoprirsi mamma

A incontrarsi e riscoprirsi sono stati due meravigliosi fratelli e la loro giovanissima mamma. Una mamma che, per la giovane età e l’inesperienza, ha finito per perdere la rotta e ritrovarsi in una di quelle “burrasche della vita” da cui uscire vivi è un dono. E un’opportunità.
Questa mamma l’ha saputa cogliere e ha capito che per stare bene con i suoi figli doveva occuparsi di quella parte della sua storia che per troppo tempo aveva negato e che stava rischiando di farle perdere per sempre i suoi tesori più grandi: Rino e Pina.
Non è stato semplice stare lontani, vedersi un’ora ogni quindici giorni… Anche per questo, forse, mamma Flora ha fatto vedere all’educatrice Barbara, prima di tutto, la sua rabbia contro il sistema e contro se stessa.
Ma da lì, poco a poco, è riuscita a tornare a vedere il senso di tutte quelle sue fatiche: i figli che continuavano ad amarla e ad aspettare che stesse meglio; che si vedesse bella come la vedevano loro; che riuscisse a sentirsi meno sola e più forte.
Flora ha visto in Barbara una persona che non la giudicava, ma le diceva come poteva trovare parole diverse per sé e per i suoi figli.
Non è stato facile trovare il modo per spiegare ai bambini le fragilità della mamma, ma è stato proprio da quello sforzo fatto che Flora non ha più avuto bisogno di mentire e di inventare altre storie.
Da quello sforzo, Flora ha potuto scoprire che era una mamma tenera, protettiva e soprattutto coraggiosa. Ed è riuscita anche a comprendere di avere una possibilità di stare meglio insieme a Rino e Pina.

Un compleanno da ricordare

Così, qualche tempo dopo, è arrivato il giorno del compleanno di Pina. E mamma Flora ha deciso di farle un sorpresa: per le prima volta le ha comprato un regalo per il suo compleanno. Quest’anno la mamma se lo è ricordato!
E ha deciso anche di preparare una torta con le sue mani. Non era bella, di quelle con la panna e le fragole tutte precise, ma era fatta con amore e passione, e questo Pina e Rino l’hanno sentito.
Entrambi hanno detto alla mamma che era la torta più buona del mondo. Ed effettivamente ne è avanzato solo un pezzettino.
Al termine dell’incontro, durante il momento di confronto tra Flora e l’educatrice Barbare, da sole, la mamma ha confessato di avere quasi paura di questo cambiamento, di tante emozioni belle! Ma questa volta dice di non volergli voltare le spalle: “Voglio ricominciare da noi tre – ha detto. Voglio ricominciare da qui, con loro. Con l’unica cosa che per me ha valore”.

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