Famiglia. Bologna, il Bus della libertà ostacolato da manifestanti violenti. Savarese (Citizen Go): “Dal Bus si è risposto ‘siamo i partigiani del Terzo Millennio'”

Poche decine di manifestanti minacciosi hanno tentato d’impedire con la forza la fermata felsinea del mezzo per lo svolgersi della manifestazione a favore della libertà di opinione contro la dottrina ‘gender’

Solo l’intervento di Carlo Giovanardi ha consentito di garantire il diritto di espressione dei sostenitori del Bus della libertà

famiglia, qualche decina di manifestanti blocca con la forzail bus della libertà a BolognaSi tratta di un fatto di straordinaria gravità: poche decine di manifestanti possono, alzando la voce, impedirci di esprimere le nostre opinioni sulla libertà educativa dei genitori e contro la dottrina ‘gender’: è quanto dichiara Filippo Savarese, Direttore delle Campagne di Citizen Go Italia e promotore, insieme a Generazione Famiglia, del Bus della Libertà che nella tappa bolognese ha trovato ad attenderlo, oltre ai propri sostenitori, anche qualche decina di manifestanti minacciosi che, presidiando la Piazza in cui da giorni era preannunciata la fermata del Bus, hanno di fatto impedito lo svolgersi della manifestazione. Le forze dell’ordine, infatti, per evitare un incontro diretto tra i sostenitori del Bus e i facinorosi, hanno infatti deviato il percorso inizialmente concordato. La situazione è stata risolta solo grazie all’intervento di Carlo Giovanardi, che è intervenuto per garantire il diritto di espressione dei sostenitori del Bus della Libertà.

Alle grida “Bologna antifascista non vi vuole“, dal Bus della Libertà si è risposto Siamo i partigiani del terzo millennio, proprio per evidenziare l’atteggiamento violento ed intollerante di chi, con la prepotenza, tentava, senza riuscirci, di impedire la libera espressione delle opinioni. Una nota degli organizzatori specifica che “in tutte le tappe ci sono state polemiche ed ostacoli, ma è la prima volta che si cerca di impedire fisicamente di esprimere le nostre opinioni“. L’ennesimo ‘attentato’ alla dignità della famiglia.

E’ grave – prosegue Savarese – non solo perché si impedisce con la violenza l’esercizio della democrazia, ma anche perché l’esistenza di una vera e propria ‘ideologia gender’ è così sotto gli occhi di tutti: una ideologia violenta, che non tollera chi non aderisce ai suoi dogmi. Ma il Bus della Libertà non ha nessuna intenzione di fermarsi, a Bologna e domani a Pescara e Roma continuerà il nostro tour, ancora di più nel nome della Libertà“.