famiglia. Se i maschicidi in Italia nel 2017 sono quanti i femminicidi. Ma nessuno lo dice

Famiglia. La verità sui femminicidi in Italia nel 2017? Sarebbero tanti quanti i ‘maschicidi’. Ma nessuno lo dice

Secondo un articolo di Barbara Benedettelli (Il Giornale) nel 2017 alle 120 donne rimaste vittima di omicidi in famiglia, in coppia o tra amici e conoscenti farebbero da contraltare altrettanti delitti perpetrati, nella medesima maniera, ai danni di uomini 

I dati dell’indagine del Ministero dell’Interno ‘Violenza domestica e di prossimità: i numeri oltre il genere nel 2017’ non lascerebbero molto spazio per le interpretazioni, se non per il fatto che la ‘patologia’ in una relazione affettiva finisce per essere osservata, dai mezzi di comunicazione e d’informazione, quasi sempre solo da uno dei due lati della medaglia

famiglia. Se i maschicidi in Italia nel 2017 sono quanti i femminicidi. Ma nessuno lo diceCentoventi vs centoventi: sono i numeri più tristi e dolorosi che emergono dall’analisi attenta del report ‘Violenza domestica e di prossimità: i numeri oltre il genere nel 2017’, realizzato e pubblicato dal Ministero dell’Interno. Dati che certificano il numero di donne e di uomini che sono stati uccisi, in Italia, da compagni, mariti, parenti, vicini di casa, amici, conoscenti o in contesti comunque domestici e amicali nel 2017.

Una parità nelle cifre che, da un lato, lascia basiti: in base alle notizie pubblicate e ai servizi televisivi dei telegiornali del nostro Paese, in effetti, parrebbe che il fenomeno reale sia sbilanciato verso i cosiddetti ‘femminicidi’. E invece no, ci sono anche i ‘maschicidi’ da tenere in debita considerazione. Proprio ciò che cerca di fare Barbara Benedettelli in un articolo sul Giornale.

Benedettelli scrive: “Mi sono posta semplici domande: perché, nonostante tutto quello che si fa per contrastare la violenza di genere, le donne muoiono in media nello stesso numero? Perchè se alla base del fenomeno c’è una relazione, lo si guarda da un solo lato e con uno schema fisso e semplicistico che non tiene conto della complessità e della natura di ciò che si osserva? È nata così l’indagine di cui pubblichiamo parte dello sconcertante risultato”.

Quali? Il numero di omicidi quando c’è legame di sangue, ad esempio: 40 per le donne e 40 per gli uomini. “Però – commenta Benedettelli – solo l’ingiusta morte delle donne suscita scandalo, orrore, impegno civile e politico. Per gli uomini assassinati all’interno delle stesse relazioni e per gli stessi motivi, niente pietas né phatos, niente liste tragiche con nomi e cognomi”.

Con un’ulteriore, amara, considerazione: “Le assassine hanno agito tutte per difesa o perché maltrattate come retorica femminista comanda? No. Lo hanno sostenuto in 6, così come hanno fatto 5 uomini, in linea con i risultati di una meta-analisi che prende in considerazione le indagini fatte in diversi paesi: la media di questo movente varia in base alla nazionalità dal 5% al 35% quando a colpire sono le donne e dallo 0 al 20% quando sono gli uomini”. Da qui, la conclusione secondo cui “non riconoscere la psicopatologia, l’isolamento di coppie e persone sole di fronte alle difficoltà e ai drammi della vita, valutare solo le ragioni antropologiche e culturali, concentrarsi solo sulle vittime senza mai guardare, con rispetto, se hanno qualche responsabilità, tutto questo non permette di attuare azioni capaci di impedire scelte folli, che non vanno mai giustificate, ma devono essere studiate e comprese per quello che sono”.

 

Fonte: il Giornale