Family Day. Vilma Barel (Ai.Bi. Friuli): “La famiglia torni al centro: l’educazione dei figli e la formazione dei genitori sono state troppe volte dimenticate”

barelQuando si parla di famiglie, la priorità sia l’educazione dei figli e la formazione degli aspiranti genitori, non i presunti diritti che poco hanno a che fare con il vero interesse dei minori. Parole di Vilma Barel, coordinatrice regionale di Amici dei Bambini in Friuli Venezia Giulia. Anche nella piccola regione del Nord Est la mobilitazione delle famiglie adottive e affidatarie in vista del Family Day  del 30 gennaio è partita. L’organizzazione è autonoma e vedrà genitori e figli di Ai.Bi. confluire alla sede romana di Amici dei Bambini e da lì dirigersi verso il Circo Massimo, dove dalle ore 14 inizierà la grande manifestazione in difesa dei diritti della famiglia.

“La nostra sarà una presenza positiva – assicura Vilma Barel -: non saremo lì per dire no a qualcosa, ma per chiedere che la famiglie venga rimessa al centro dell’attenzione. Dobbiamo distinguere tra la richiesta, del tutto legittima, delle coppie di fatto di vedere riconosciuti i diritti della loro convivenza e il diritto solo presunto degli adulti di poter accedere all’adozione. In questo caso, dobbiamo ricordare che i veri diritti sono quelli dei minori abbandonati a essere adottati”.

Sulle questioni relative al disegno di legge Cirinnà – dalla stepchild adoption all’affido rinforzato fino all’adozione per le coppie omosessuali – Vilma Barel auspica che si decida prendendo in considerazione il punto di vista dei minori. “Bisognerebbe chiamare in causa i figli – dice -, i bambini che vivono in istituto, non gli adulti. La questione è molto delicata e non può essere trattata con eccessiva semplificazione, ma solo facendo riferimento all’esperienza e alle esigenze dei bambini”.


La partecipazione al Family Day sarà quindi da leggere come un grande appello alle istituzioni a rivolgere nuovamente attenzione alle famiglie. Quelle famiglie “lasciate troppo spesso sole”, come denuncia la coordinatrice regionale di Ai.Bi. Friuli. “Da troppo tempo – sottolinea Vilma Barel – mancano veri interventi  che aiutino le famiglie a prendersi cura di sé stesse e dei figli e che accompagnino in un percorso formativo quei ragazzi che si sentono pronti per diventare genitori”.

Un esempio positivo, in quest’ottica, arriva proprio dal Friuli Venezia Giulia, dove i genitori adottivi e affidatari di Ai.Bi. hanno partecipato spesso a incontri con altre realtà del territorio che si occupano di promozione della famiglia. “Nel contesto del Forum delle Associazioni Familiari e non solo – ricorda Vilma Barel – si cerca di mantenere alta l’attenzione su temi quali l’educazione genitoriale, la genitorialità biologica e adottiva, la necessità dei coniugi di imprimere una forte identità all’educazione che essi danno ai figli”.