G8, appello di Obama: raddoppiare gli aiuti allo sviluppo

A pochi giorni dal Vertice del G8 a l’Aquila, il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha chiesto ai Paesi che parteciperanno al summit di raddoppiare gli sforzi in aiuto dei Paesi poveri, quelli maggiormente colpiti dalla recessione mondiale.

In un’intervista pubblicata oggi in esclusiva dal quotidiano “Avvenire”, Obama ha evidenziato la “necessità non solo di stabilizzare l’economia, ma anche di far sì che gli effetti immediati della crisi non siano subiti in modo sproporzionato dai Paesi più vulnerabili. – ha continuato Obama – Ho fatto approvare dal Congresso uno stanziamento di 100 miliardi di dollari in crediti per il Fondo monetario internazionale da usare come strumento di sostegno ai Paesi in via di Sviluppo. Come Stati Uniti abbiamo già in programma di raddoppiare gli aiuti alle nazioni povere, non solo per gli interventi immediati, ma anche per il futuro.”

Gli aiuti ai Paesi più vulnerabili vengono considerati quindi come un investimento per il loro sviluppo, uno strumento fondamentale per garantire un sostegno alle popolazioni più colpite dalla crisi economica.


Speriamo che Silvio Berlusconi accolga l’appello di Obama – ha detto Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. – Ad oggi il governo italiano, presidente in carica del G8, rimane il Paese che investe meno in aiuti allo sviluppo: lo 0,1% del Prodotto Interno Lordo, nonostante gli impegni presi di destinare lo 0,51% entro il 2010. E’ indispensabile un cambio di rotta: l’aiuto pubblico ai Paesi più vulnerabili deve essere considerato come una importante forma di investimento per affrontare le emergenze umanitarie, in particolar modo quelle che colpiscono l’infanzia.”

A subìre gli effetti della recessione mondiale vi sono migliaia di minori senza una famiglia; bambini che, seppur in tenera età, hanno conosciuto i traumi e la solitudine di chi non può contare sull’affetto di una mamma e un papà. Almeno 145 milioni di bambini nel mondo vivono in queste condizioni e sono i “protagonisti” della Quarta emergenza umanitaria del nostro tempo: l’abbandono minorile.
Migliorare i finanziamenti allo sviluppo dovrebbe essere un impegno da prendersi proprio per dare una possibilità in più ad ognuno di loro.