Griffini (Ai.Bi.): “Se l’Europa è quella dell’utero in affitto ben vengano i sovranismi”

La denuncia del presidente di Amici dei Bambini: “Mentre le adozioni internazionali di bimbi abbandonati subiscono una flessione, la compravendita di neonati da madri indigenti diventa un ‘diritto umano’”

presidente Ai.Bi. è membro consiglio nazionale terzo settoreSe l’Europa del futuro è quella che calpesta i diritti dei bambini e riduce in schiavitù le donne, allora ben vengano i sovranismi nazionali capaci di tutelare le proprie leggi”. L’affondo è del presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini.

Mentre l’adozione internazionale – prosegue il presidente Ai.Bi., ente accreditato dallo Stato proprio per le adozioni internazionali – subisce una forte flessione, dovuta a molteplici fattori e mentre gli organi istituzionali ad essa deputati, anche in Italia, sembrano dormire sugli allori di fronte al dramma dell’abbandono di minori in tutto il mondo, la compravendita di neonati da madri potenzialmente indigenti diventa un ‘diritto umano’”.

La sorpresa è infatti arrivata da Strasburgo, dove, è notizia di questi giorni, la CEDU – Corte Europea dei Diritti Umani ha emanato una sentenza che, pur non essendo vincolante per i Paesi dell’Unione, ha riconosciuto il figlio nato con la pratica della maternità surrogata, cioè “affittando” l’utero di una madre non biologica. I giudici della corte europea hanno infatti riconosciuto, sollecitati dalla Corte di Cassazione francese, la potestà genitoriale a una coppia che aveva fatto ricorso a questa pratica in California.

È assurdo – prosegue Griffini – che proprio nell’ anno in cui ricorre il trentesimo anniversario della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, l’Europa proceda a riportare la storia dei diritti nel tempo della barbarie assoluta, quando la vita dei bambini era alla mercé degli egoismi degli adulti. In questa ottica arriveremo anche a giustificare, perché non c’è alcuna differenza, anche le adozioni illegali, cioè quelle acquisite a pagamento, e a sanarle, nel nome del presunto diritto del bambino”.

“Se si vuole veramente stare dalla parte dei bambini abbandonati – conclude Griffini – allora l’Europa si impegni a elaborare un vero e proprio ‘piano Marshall’ per l’adozione internazionale, iniziando a promuovere un monitoraggio effettivo di quanto sono i minori abbandonati in Europa e nel resto del mondo”.