Il Malawi contro la ong di Madonna

madonnaFilantropia, adozioni, pettegolezzo: sono questi gli elementi principali della battaglia che vede protagonisti Madonna e il governo del Malawi. La diva di Bay City lamenta di non aver ricevuto le giuste attenzioni da parte del governo durante la sua recente visita nel Paese, avendo dovuto mettersi in coda con altri passeggeri per imbarcarsi sul volo di ritorno dopo una perquisizione di routine. Attenzioni che, secondo l’entourage di Madonna, sarebbero venute a mancare, a differenza dei precedenti viaggi, a causa del licenziamento di Anjimile MtilaOponyo, sorella minore della presidente del Paese africano, Joyce Banda, dai vertici della ong «Raising Malawi» fondata dalla cantante e da Michael Berg. Madonna non ha mancato di sottolineare il suo impegno per il Paese, iniziato con una prima visita nel 2006 e continuato con l’adozione di due bambini e la costruzione di dieci scuole.

Scuole però che, secondo Joyce Banda, non esistono. Il governo di Lilongwe non ha esitato a ribattere alle affermazioni della pop-star, accusandola di mentire, di pretendere attenzioni che altre personaggi famosi (Bono, Chuck Norris, Rio Ferdinand) non hanno mai richiesto e soprattutto di voler sfruttare la gratitudine del Paese. «La carità dovrebbe essere libera e anonima – dice il comunicato del governo – altrimenti non può essere chiamata carità. Diventa qualcos’altro, e ricatto è il termine che più si avvicina».

Affermazioni molto dure che fanno il paio con quelle della presidente Joyce Banda: «Dove sono le dieci scuole? Sta contribuendo solamente alla realizzazione di alcune aule e blocchi di edifici già esistenti».


Trevor Neilson, la cui «Global Philanthropy» gestisce i progetti della ong della cantante in Malawi, ha affermato che mai Madonna ha chiesto trattamenti speciali e che la polemica sembra un «tentativo di difesa degli interessi di Oponyo che era in carica quando sono scomparsi più di 3 milioni di dollari dal budget per un campus femminile».

(La Stampa, 12 Aprile 2013)