Infanzia. La Relazione dell’Autorità Garante al Senato: “Urge una regia unitaria delle misure pubbliche e private, nazionali e locali”

Le statistiche – osserva Albano, di fronte al neo-ministro per la Famiglia, Fontana – ci dicono che in questi anni la povertà è cresciuta soprattutto nelle famiglie con bambini e aumenta nelle famiglie con tre o più figli minorenni 

In base agli ultimi dati Istat la povertà assoluta è passata in un anno dal 18,3% al 26,8% proprio tra queste famiglie, quasi 138mila con più di 814mila persone in tutto. Povertà in aumento anche tra i minori, passando dal 10,9% al 12,5%: un milione e 292mila under 18 (rilevazione 2016).

Ascoltare i minorenni per tradurre i loro bisogni in diritti”: è quanto chiede l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, alle istituzioni che sono intervenute in Senato il 13 giugno per ascoltare la Relazione sulle criticità più urgenti legate all’infanzia, da affrontare e risolvere nel nostro Paese.

L’Autorità, grazie all’attività di ascolto svolta, si è fatta ‘messaggera’ delle voci e delle esigenze dei ragazzi ristretti negli istituti di pena, dei figli dei genitori separati, dei ragazzi fuori famiglia, dei minori stranieri non accompagnati, come dei giovani coinvolti in atti di bullismo e alle prese con il web.

Le dieci urgenze critiche ricordate da Albano sono: l’emergenza educativa  e l’introduzione della mediazione come materia scolastica; l’urgenza di attivazione di una regia contro le povertà minorili, sempre crescenti; la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali, da uniformare nel Paese; la prevenzione e il contrasto delle violenze sui minorenni; la nomina urgente dei tutori volontari e una distribuzione più uniforme sul territorio dei minori stranieri non accompagnati; la garanzia dei diritti e degli affetti ai ragazzi fuori famiglia; l’aiuto ai figli di genitori separati, con la risorsa dei ‘gruppi di parola’; la soluzione dei problemi legati alla salute mentale degli adolescenti; l’introduzione in Italia di un ordinamento penitenziario minorile; infine, la richiesta di un maggiore ascolto istituzionale dell’Autorità su atti e sulla formazione delle leggi in materia di infanzia e adolescenza.


Nel corso dell’evento, alla presenza di autorità e personalità delle istituzioni, attraverso testimonianze e letture sono stati affrontati tre temi: la tutela volontaria, l’affido familiare e la continuità degli affetti, i diritti della Convenzione sull’infanzia e l’adolescenza riscritti dai bambini. La titolare dell’Autorità garante ha posto l’accento sull’attività di ascolto ‘istituzionale’ svolta. “Non si tratta dell’ascolto dell’amico o del familiare – spiega – né dell’ascolto di un professionista. Si tratta di intercettare le richieste e i bisogni di bambini e ragazzi, tradurli in diritti e individuare le modalità per renderli esigibili, portando le istanze delle persone di minore età davanti alle istituzioni”. La Garante ha sottolineato altresì che in un anno sono cresciute le famiglie con tre o più figli minorenni che si sono impoverite, passando dal 18,3% al 26,8% del totale: quasi 138mila nuclei familiari, più di 814mila persone. Ma la povertà in Italia è in aumento anche tra i minori, passando da 10,9% a 12,5%: un milione e 292mila under 18: una povertà economica che si riflette inevitabilmente anche sulle povertà educative.

Contenuto in un volume di oltre 200 pagine, il testo della relazione si apre con le iniziative sul piano internazionale ed europeo dell’Autorità, che – tra le altre – nel 2017 ha inviato per la prima volta al Comitato delle Nazioni unite il parere sul rapporto del Governo italiano sull’applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La relazione è scaricabile dal sito dell’Autorità, nella sezione Stampa e Comunicazione > Pubblicazioni (www.garanteinfanzia.org).