Italia. Adozioni internazionali giù: crollate del 24% nel 2016 rispetto a due anni prima. Preoccupante -20% dal 2014 anche per quelle nazionali

crollo adozioneA guardarle di primo acchito, le tabelle appena pubblicate dal Centro Studi Nisida per il Ministero della Giustizia sulle quali sono vergati i dati sugli ultimi 15 anni dell’adozione internazionale e nazionale nel nostro Paese in base ai riscontri dei Tribunali per i minorenni, farebbero ipotizzare – ottimisticamente – che nel mondo e nel nostro Paese i minori abbandonati o rimasti senza famiglia siano fortunatamente in calo. Una considerazione immediata che, tuttavia, si scontra con la realtà dei numeri: quelli dell’unico rapporto internazionale sul tema, a firma ONU (2014), che parla di quasi 16 milioni di famiglie disposte all’adozione nel mondo che servirebbero solo per i piccoli abbandonati a causa dell’AIDS; cifre alle quali si affiancano quelle del report del Ministero della Giustizia sulle dichiarazioni di adottabilità di minori italiani e stranieri nel nostro Paese, che restano stabili e, anzi, sono in relativa crescita (+9%) nel confronto tra l’anno 2001 e il 2016.

Eppure, i dati ufficiali sulle adozioni in Italia parlano di un crollo verticale: il confronto secco tra l’anno 2001 e il 2016 registra 2.335 procedure di adozione internazionale in meno (-60%), alle quali però vanno sommate le ulteriori centinaia di ‘perdite’ registrate ogni anno in confronto alla cifra del 2001; non va meglio sul fronte delle adozioni nazionali, che rispetto al 2001 registrano, nel 2016, 391 adozioni annue in meno (da 1.290 a 899), con un calo del 31%.
In realtà, quelle che sono precipitate nei quindici anni trascorsi sono le domande di disponibilità e idoneità all’adozione, sia sul fronte internazionale (da 7.887 a 3.190, -60% circa) che nazionale (da 12.901 a 8.305, un calo del 36%). Pesantemente ridimensionata anche la cifra dei decreti di idoneità all’adozione internazionale: senza voler andare troppo indietro nel tempo, rispetto al 2014 hanno fatto registrare una diminuzione del 26%. Meno coppie disponibili e idonee vuol dire anche meno opportunità per tanti minori che sono rimasti soli.
Dato ancor più preoccupante – sul fronte della possibilità che viene offerta a tanti bambini abbandonati o in attesa, negli orfanotrofi, nei centri di accoglienza o nelle case-famiglia, di poter incontrare la loro ‘nuova’ famiglia – quello relativo agli ultimi due anni: per l’adozione internazionale, tra il 2014 e il 2016 c’è stato un calo del 24%, con solo 1.580 minori stranieri adottati; non va meglio per quelle nazionali, che registrano un -20% nello stesso periodo (da 1.108 a 899).
Potrebbero sembrare freddi numeri, ma in genere i rapporti sono efficaci rivelatori di tendenze. E la china dell’adozione internazionale, così come di quella nazionale, in Italia, fa temere per il futuro di tanti bambini abbandonati che aspettano di essere abbracciati da una famiglia e di molte coppie che aspirano a diventare genitori.
Il Presidente di Ai.Bi., Marco Griffini, commenta così il report: “Si tratta di dati fortemente allarmanti, che certificano il crollo generalizzato delle adozioni nel nostro Paese. Quello che preoccupa di più è il numero più basso in assoluto di disponibilità delle coppie, sia per l’adozione internazionale che per quella nazionale. I numeri indicano che è ora di correre immediatamente ai ripari, prima che sia troppo tardi“.