A Kiev nonostante la guerra vince la vita

Nei 35 giorni di guerra, a Kiev, dove è rimasto solo un terzo degli abitanti abituali, sono nati 987 bambini. Mentre sono stati oltre 10 mila i matrimoni in tutta l’Ucraina. Messaggi di speranza di una vita che vince la morte

Guerra uguale morte. Questa l’equazione più immediata (e, purtroppo, molto vera) che viene naturale fare. Ecco, allora, che leggere che, proprio durante la guerra, sono venuti alla luce 987 bambini, solo nella città di Kiev, suona davvero come un miracolo. Come una “controffensiva” della vita davanti al nemico che vorrebbe metterla a tacere

987 bambini nati a Kiev dall’inizio della guerra

A riportare la notizia è Agensir, che cita le belle parole con le quali il vice-parroco della cattedrale patriarcale della Resurrezione di Cristo di Kiev ha commentato la notizia: “Un segno di speranza che il bene sconfiggerà il male”.
Perché ogni vita che nasce è un regalo che guarda al futuro, e che non si ferma nemmeno sotto le bombe: “La vita umana continua e non si interrompe da milioni anni – prosegue il vice-parroco Andriy Nahirniak. I bambini continuano a nascere, anche se la guerra dura ed ancora esiste un pericolo intorno”. Andriy sottolinea come a Kiev sia ormai rimasto un solo milione di persone dei 3 che la abitavano prima della guerra: “Persone per le quali Kiev è la loro propria casa e non cercano un altro posto altrove”. Nonostante il pericolo si percepisca nell’aria e risuoni a ogni esplosione.
Così, in questo scenario dipinto da chi vorrebbe la morte, la “vendetta” della vita che nasce si consuma dove può: tra i sacchi di sabbia dei ripari, sulle banchine della metropolitana dove le mamme incinte si sono rifugiate, nelle stanze degli ospedali che ancora funzionano, anche se con le finestre coperte di assi per ripararsi da eventuali bombe.

Il futuro e una promessa d’amore, nonostante tutto

Ma una vita che nasce durante una guerra, sottolinea Nahirniak, pone anche delle domande nuove ai genitori: “Cosa trasmetteremo a lui? Dove e come vivrà? In quale situazione o atmosfera?”.
La risposte, in questi giorni di distruzione ed esplosioni, sono difficili da trovare. Ma il sorriso dei bambini appena nati, in fondo, porta già scritto il messaggio da cui ogni cosa può ripartire: la vita vince!
E la vita vince anche quando due persone decidono di “dirsi di sì” e unirsi in matrimonio: per essere famiglia e consacrare a Dio il proprio amore. Davanti alla guerra, in Ucraina si è assistito a un vero e proprio boom di matrimoni, con oltre 10mila coppie che hanno deciso di sposarsi nell’arco di tre settimane. Alcune foto hanno subito fatto, come si dice, il “giro del web”, come quelle dei giovani sposatisi al fronte, prima di andare a combattere insieme. Altre sono rimaste nell’intimità di una promessa e nella gioia di essere diventati famiglia. Perché, come ha dichiarato missionario Don Lucas Perozzi ad Aletiea: “Anche in mezzo alla guerra, possiamo vedere che Dio è amore, continua ad amare ognuno di noi senza limiti”.

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