La ripresa della adozione internazionale: la Colombia supera la Russia. Rinnovata l’autorizzazione ad Ai.Bi.

Tempi di attesa in continua diminuzione e numeri in crescita. Il Paese latinoamericano offre spiragli positivi

La Colombia, con 77 ingressi di minori adottati al 30 giugno 2019, secondo le statistiche della CAI – Commissione Adozioni Internazionali, è balzata al primo posto nella classifica dei Paesi dai quali si adotta il maggior numero di minori che ricevono l’autorizzazione all’ingresso in Italia, superando per la prima volta nella recente storia della adozione internazionale la Federazione Russa, da anni regina incontrastata di questa particolare graduatoria.

Numeri che seguono un trend decisamente positivo. Nel 2018, in totale, sono infatti stati 169 i bimbi adottati in Italia dalla Colombia, con un’età media di 5,5 anni. Numeri che mostrano anche una crescita costante rispetto agli anni immediatamente precedenti. Positivo è, nel caso della Colombia, anche il tempo medio richiesto dalla presentazione della domanda di adozione all’effettivo ingresso del bambino: 2,9 anni contro una media complessiva di 3,8.

È dunque una notizia senz’altro positiva, in questo contesto, il fatto che sia stata rinnovata ad Ai.Bi. – Amici dei Bambini l’autorizzazione a operare, come ente per le adozioni internazionali, nel Paese sudamericano. La notizia è pervenuta all’organizzazione lo scorso 4 ottobre, data in cui è stata depositata la Risoluzione 9033 dell’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar, che conferma appunto il rinnovo.

Nel frattempo, nel corso del 2019, sono già due le adozioni realizzate da Ai.Bi. in Colombia, per un totale di tre bambini che hanno ottenuto l’ingresso in Italia. Inoltre, una coppia si trova attualmente a Bogotà e altre otto coppie hanno già da quest’estate la foto dei loro bambini sul comodino e una valigia pronta per correre a prenderli. Per loro l’attesa è stata davvero breve, visto che i loro documenti sono stati depositati tra novembre 2018 e aprile 2019.

Spiragli positivi di cui, nel contesto attuale, l’adozione internazionale ha certamente bisogno.