L’ultimo appello di Valerie Amos (ONU): “Cinque milioni di bambini in Siria hanno bisogno di aiuto”

bimbo sirianoCambio al vertice dell’ Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari). Il saluto di Valerie Amos è un grido d’allarme: «Siria nella disperazione, aiutate i civili». Amos, Vice Segretario generale e Coordinatore OCHA, in occasione del suo ultimo intervento di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha presentato un quadro della crisi dalle tinte assai fosche, invitando ancora una volta la comunità internazionale a intervenire con urgenza per porre fine a una guerra che finora ha causato oltre 220.000 morti e 12.2 milioni di persone bisognose di aiuto umanitario, inclusi 5 milioni di bambini.

«Per più di quattro anni abbiamo assistito alla progressiva discesa della Siria nella più profonda e cupa disperazione, sorpassando persino le previsioni più pessimistiche» ha dichiarato Amos, che ora cede il posto al collega britannico Stephen O’Brien. «Solo nelle ultime settimane, siamo stati testimoni di atti sempre più efferati. Uomini innocenti, donne e bambini uccisi, mutilati, sfollati e sottoposti a barbarie che nessun essere umano dovrebbe mai subire.»

Fra i vari crimini perpetrati, il Coordinatore uscente per gli Affari Umanitari ha voluto ricordare il recente bombardamento aereo sul mercato di Darkoush, che ha provocato la morte di quasi 50 civili, l’esecuzione sommaria di dozzine di civili a Palmira da parte dell’ISIS, ma anche il ripetuto utilizzo del gas cloro e gli attacchi continui e indiscriminati a scuole e ospedali.


Amos si è quindi rivolta direttamente ai membri del Consiglio di Sicurezza per chiedere che prendano le misure necessarie a proteggere i civili, mettere fine alle situazioni di assedio, garantire l’accesso agli operatori umanitari e assicurare i criminali di guerra alla giustizia. In aprile, il numero di persone assediate e non raggiungibili dagli aiuti era di 422.000; a questo riguardo, Amos ha accusato il governo siriano di aver introdotto nuove leggi e regolamenti finalizzati unicamente a ritardare l’invio dei convogli umanitari.

Un duro attacco è stato inoltre rivolto al sedicente “Stato Islamico”. «Con l’avanzata dell’ISIS stiamo toccando l’apice della crudeltà in Siria, attraverso uccisioni e mutilazioni indiscriminate, stupri e distruzione» ha dichiarato Amos. «Hanno reclutato a forza un gran numero di bambini e continuano a ostacolare le operazioni di assistenza umanitaria.»

Amos ha chiuso il suo intervento ribadendo uno degli aspetti forse più delicati e importanti di questa emergenza, ovvero le difficoltà di accesso umanitario; lo ha fatto sottolineando come fino a oggi – a dispetto della risoluzione adottata nel febbraio del 2014 – tutte le parti in guerra abbiano di fatto ignorato le richieste di agevolare l’invio degli aiuti transfrontalieri e favorire l’intervento delle ong.

D’ora in avanti spetterà a O’Brien, suo successore, dare voce popolo siriano e alle organizzazioni impegnate sul campo. Nella speranza che qualcuno cominci finalmente ad ascoltare.

Ai.Bi. ha lanciato la prima campagna di Sostegno a Distanza per aiutare le famiglie siriane a restare nel proprio paese e continuare a crescere i propri figli in condizioni dignitose, nonostante la grave crisi. Cibo, salute, scuola, casa, gioco: queste le cinque aree d’intervento. Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa e per dare il tuo contributo, visita il sito dedicato.

(Fonti: Reuters)