Minori in difficoltà, dall’adolescenza all’età adulta: una fase che passa per la “Casa di Pinocchio”

immigrat-300x208Fragilità. È questo l’elemento che caratterizza tutti i giovani privi della sicurezza e dell’amore che solo una famiglia può assicurare. Dinnanzi ad un sistema di accoglienza pieno di lacune, Amici dei Bambini, attraverso AiBC cooperativa sociale, interviene per garantire ai minori i loro bisogni e diritti.

È a questo scopo che è nata la Casa di Pinocchio per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati che,  inaugurata  recentemente in provincia di Cremona, ha già visto i primi inserimenti.

A dimostrare la necessità di un centro come questo sono i dati: i minori stranieri non accompagnati arrivati nel 2015, sono stati 12.360, di cui si stima che circa il 50% abbia fatto perdere le proprie tracce. È il rischio a cui vanno incontro quando non vengono accolti in strutture specializzate “a misura di minore”, diventando fragili prede dell’illegalità e dello sfruttamento.


Ispirata al mondo delle favole, la Casa di Pinocchio è stata ideata con l’obiettivo di custodire i giovani tramite l’accoglienza temporanea, nell’attesa di ritrovare una famiglia. La struttura ha come modello di riferimento, infatti, Pinocchio. Il burattino nato dalla penna di Collodi diventa, nel musical registrato dai Pooh, espressione di quel bambino che, nel percorso dall’adolescenza all’età adulta, riconosce la genitorialità in Geppetto. Così anche la Casa di Pinocchio vuole essere un passaggio per quei minori che hanno bisogno di un breve periodo di tempo per sedimentare il loro vissuto, per poi passare ad essere accolti in una famiglia che temporaneamente possa prendersi cura di loro.

La Casa di Pinocchio si va ad aggiungere ai vari servizi di accoglienza nati dall’esperienza di Ai.Bi., attivi in Italia e sostenibili con le campagne di sostegno a distanza: Bambini in Alto mare e Fame di mamma.

Bambini in alto mare è un progetto di emergenza per aiutare concretamente, in Siria e in Italia, coloro che nel dramma, provenendo da contesti di guerra e di povertà assoluta, sono i più deboli, fragili e indifesi: i minori.

Fame di mamma è una campagna che, nata per dire basta all’abbandono, va a sostenere tutti i progetti d’accoglienza di Ai.Bi. sul territorio italiano: case famiglia, comunità mamma-bambino, appartamenti di semi e alta autonomia.