Napoli. Di chi sarà questo mio figlio

“Quando abbiamo scoperto lo scambio di embrioni siamo entrati in un vortice di emozioni, ci siamo chiesti se i nostri erano stati impiantati a un’altra coppia”

Il desiderio di avere un secondo figlio. L’affidare questo sogno a dei professionisti. Una bambina nata dalla fecondazione in vitro. Poi la scoperta: il gruppo sanguigno non è compatibile né con quello di mamma né con quello di papà. La conferma arrivata dal test del DNA: non c’è compatibilità biologica.

Non si tratta della trama di un film e le parole che si susseguono asciutte, lasciano comunque trapelare tutto il dramma vissuto da una coppia che si era affidata al centro di Procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo di Napoli per avere un secondo figlio.

La vicenda, accaduta lo scorso anno e dalla quale era partita una denuncia alla procura di Napoli è stata resa nota solo in questi giorni.

“Quando abbiamo scoperto lo scambio di embrioni – racconta il marito della coppia ad Ansa – siamo entrati in un vortice di emozioni, ci siamo chiesti se i nostri erano stati impiantati a un’altra coppia” e “ciò che ci tormenta è l’idea che possa esistere da qualche parte un nostro figlio biologico”.

L’esposto – riporta l’agenzia di stampa – ha portato all’apertura di un fascicolo, tutt’ora pendente, per lesioni colpose e agli accertamenti del Nas di Napoli, mentre Asl Napoli 1 si dice parte lesa e dichiara: “non c’è stato alcuno scambio di embrioni ma un errore nella procedura di impianto”.

Caos tra le coppie che chiedono accertamenti

La notizia sul possibile errore di impianto ha creato inquietudine nelle altre coppie che si erano affidate al centro.

Sarebbero 25 – si legge sul Corriere della Sera – le coppie compatibili con la bambina per gruppo sanguigno. “Tre chiedono chiarimenti: una ha presentato un ricorso che sarà discusso a settembre, le altre due vogliono accedere alle cartelle cliniche. Una racconta di essere stata contattata per informazioni sul gruppo sanguigno e lamenta la scomparsa di un embrione congelato”.

La coppia ora attende di fare luce sull’accaduto, ma l’amore per un figlio, supera i legami “di sangue”, lo dimostra quanto dichiarato dai coniugi ad Ansa che precisano di aver riconosciuto la bimba che intendono crescere”.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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