Parte oggi l’incontro per la rinascita di Haiti. Servono 11,5 miliardi.

haiti pioggeSi apre oggi a New York la Conferenza internazionale dei donatori per la rinascita di Haiti. L’hanno organizzata gli Stati Uniti e l’Onu, in cooperazione con il governo haitiano e con l’appoggio di Brasile, Canada, Unione europea, Francia e Spagna. Sono stati invitati i 192 paesi membri dell’Onu.

“L’obiettivo della conferenza”, fa sapere l’Onu, “è mobilitare l’aiuto internazionale per rispondere ai bisogni di sviluppo di Haiti e porre le fondamenta del suo futuro a lungo termine. In occasione della conferenza, Haiti presenterà la sua visione di sviluppo e spiegherà come la comunità internazionale può dare un contributo.”

L’appuntamento è il frutto di un lungo percorso preparatorio, che ha preso avvio il 15 marzo con consultazioni che hanno coinvolto, nell’isola di Haiti, cittadini e imprenditori isolani oltre che partner internazionali, proseguito il 25 marzo con la consultazione delle ONG haitiane, americane ed europee.

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Quanto agli obiettivi della ricostruzione, sono decisamente ambiziosi, almeno stando al documento elaborato dal governo haitiano e da alcune agenzie internazionali, il Preliminary Damage and Needs Assessment, che sarà presentato nel corso della conferenza: servono circa 11,5 miliardi di euro (ma secondo uno studio della Inter-American Development Bank la cifra necessaria ammonterebbe a 14 miliardi di euro, includendo la ricostruzione di scuole, case, strade e altre strutture). Il terremoto del 12 gennaio, oltre ad aver causato la morte di 227mila persone, ha infatti distrutto circa 100mila edifici e ne ha seriamente danneggiati 190mila.

Ad oggi per rispondere alla fase di prima emergenza sono stati promessi globalmente circa 2,5 miliardi di euro. In questo quadro, un ruolo chiave è svolto dai privati che, secondo i dati ufficiali forniti dalle Nazioni Unite, ad oggi rappresentano il primo donatore a livello internazionale, con un contributo totale di circa 1 miliardo di dollari. Una cifra che è espressione di una mobilitazione globale della società civile in favore delle popolazioni colpite da emergenze umanitarie. Le donazioni così sollecitate sono di gran lunga superiori ai fondi messi a disposizione dai governi nazionali.

In Inghilterra, il Disasters Emergency Committee ha raccolto 105 milioni, in Svizzera la Catena della Solidarietà 40 milioni, il Consorzio 12-12 ha raggiunto in Belgio un totale di 20 milioni e Giro 555 in Olanda si è fermata a 111 milioni. AGIRE in Italia ha saputo mobilitare risorse pari a circa 14 milioni di euro; Unicef Italia 6 milioni.