Partito il raduno nazionale delle famiglie di Ai.Bi. Affido e adozione i temi al centro

Il presidente Marco Griffini: “Dopo Bibbiano queste forme di accoglienza sono entrambe in crisi, senza contare la sfiducia verso ONG e Terzo Settore. Il recupero deve partire dalle associazioni familiari, soprattutto da quelle più radicate sui territori”

Come ogni anno, l’ultima settimana di agosto è riservata al raduno nazionale delle famiglie di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, un movimento di volontariato, fondato, coordinato e gestito da famiglie adottive e affidatarie, che dal 1986 lavora ogni giorno al fianco dei bambini ospiti negli istituti di tutto il mondo per combattere l’emergenza abbandono.

La XXVIII settimana di incontro e formazione per le famiglie adottive e affidatarie è iniziata sabato 24 agosto a Casino di Terra (Pisa) e terminerà sabato 31 agosto ed è promossa, oltre che, ovviamente, da Ai.Bi. – Amici dei Bambini, anche dall’Associazione “La Pietra Scartata”

La sette giorni, alla quale sono presenti i membri del Consiglio Direttivo, nonché quelli del Consiglio Nazionale, i coordinatori regionali, i responsabili dei GFL (Gruppi famigliari locali) e i responsabili dei punti Ai.Bi., è iniziata con la relazione del presidente dell’organizzazione, Marco Griffini, che ha messo in evidenza l’importanza storica di questo momento.


“Alla crisi dell’adozione internazionale – ha spiegato Griffini nel suo intervento – causata dalla insensata politica del Governo Renzi che ha lasciato agire indisturbata la allora vicepresidente della CAI Silvia Della Monica e che è una crisi che non si arresta, visto che i dati del primo semestre 2019 mostrano un ulteriore calo rispetto al 2018, in questi ultimi i tempi si è aggiunta anche, dopo la vicenda Bibbiano, la sfiducia nell’istituto dell’affido”.

“In entrambi i casi – ha proseguito il presidente di Ai.Bi. – stiamo assistendo una crisi di fiducia da parte delle famiglie italiane relativamente a queste due bellissime forme di accoglienza. Inoltre la debolezza del Terzo Settore, in attesa da anni della applicazione della relativa riforma, ha fatto sì che non si sia saputo impostare una linea comune di forte interlocuzione con il Governo sul fronte del problema della immigrazione, lasciando l’opinione pubblica in balia di facili strumentalizzazioni, con il risultato che sette italiani su 10 non hanno più fiducia nelle ONG, secondo una recente indagine IPSOS. Si pone pertanto l’obiettivo del programma di lavoro del presente seminario, quello di un recupero della fiducia delle famiglie. Un compito a cui sono chiamate in prima battuta proprio le associazioni familiari, specie quelle radicate nei territori”.