«Presidente, non chiuda Casa Mosè: noi lavoreremo gratis»

messina_ragazzi200Presidente,

in queste ore so che nella sede nazionale si sta valutando la situazione finanziaria del progetto Bambini in alto mare. E tra le opzioni sul tavolo c’è la paventata chiusura di Casa Mosè. La prego, ci ripensi. Mariateresa, io e gli educatori ci rendiamo disponibili a dormire a casa Camaro, gratuitamente, pur di non perdere la possibilità di accogliere nuclei Mamma Bambino e minori.

E’ vero che le istituzioni non ci appoggiano, ma in quale parte del mondo ci appoggiano, Presidente?


Siamo sempre una voce nel deserto, che però urla e fa sentire gli Ultimi importanti… non facciamo vincere il Male.

Non posso dimenticare le 366 bare viste a Lampedusa, non posso dimenticare i sorrisi ricevuti in questi mesi, il Natale trascorso insieme con i nostri ospiti, non posso dimenticare i grazie dei minori accolti in famiglia.

Siamo soli, è vero. Ma questo non significa che dobbiamo abbassare la testa e assecondare l’inefficienza delle istituzioni. Le chiedo di continuare a lottare, Ai.Bi. negli anni ha vinto tante battaglie solo grazie alla follia dell’amore. Continuiamo ad essere Folli, presidente!

La mia vuol essere una semplice riflessione da parte di chi considera Ai.Bi. una famiglia e il proprio mestiere una missione di vita.

Con affetto,

Dinah Caminiti

(Referente Progetto Bambini in alto mare-Sicilia)