Protocollo adozioni regione Lazio: Fumata Nera. E i decreti vincolati? Restano un problema

Non è ancora arrivata la firma di molti Enti sul Protocollo Operativo per le adozioni internazionali con la Regione Lazio e il Tribunale dei Minorenni di Roma. Questa situazione di empasse va avanti ormai dal 28 aprile 2011, data in cui Il Protocollo è stato firmato da Tribunale e dalla Regione.

Fra gli Enti autorizzati operanti nel Lazio, sono stati convocati per la firma Ai.Bi., CIAI Onlus, Cuore Onlus, Agapè, i Cinque Pani, N.O.V.A., Azione Famiglie Nuove Adozioni internazionali, Fondazione Raphael, Fondazione Patrizia Nidoli, Istituto la Casa, S.O.S. Bambino International Adoption. Tali Enti non hanno controfirmato il Protocollo in quanto attendono l’approvazione delle integrazioni e modifiche che sono state proposte.


Dopo anni di attese, interruzioni, ripresa delle attività, allo scadere del comitato tecnico triennale che era stato nominato il 15 settembre 2008, la sensazione è però ancora una volta di stallo. Di chi la colpa? Non si sa. Le buone intenzioni ci sono tutte, o quasi, ma anche in questo caso la lentezza del tempo nei passaggi decisionali mostra i sintomi di un Paese in gravissima crisi.

La regione Lazio, alle soglie del 2000, era stata precursore nel proporre il Protocollo Regionale sulle Adozione, uno strumento in grado di garantire la piena collaborazione fra tutti gli operatori che si muovono nel campo delle adozioni: gli Enti autorizzati, la Regione e i Tribunali per i Minorenni nell’ottica della difesa dei diritti dei bambini abbandonati e dell’accompagnamento delle famiglie che si rendono disponibili ad accoglierli. Il Protocollo nel frattempo, vale la pena ricordare, è stato realizzato e attuato da cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana. E il Lazio? Resta al palo.

Il rischio, alto, è di andare incontro a un’occasione mancata. Se non si arriverà presto all’approvazione delle proposte degli Enti e alla firma, mancheranno i presupposti per un avvio reale dell’integrazione tra Enti, Tribunale, Servizi.

Una questione fondamentale che resta ancora fuori dalla discussione del protocollo ma che dovrà necessariamente essere inserita all’ordine del giorno, è la questione dei decreti vincolati su cui già in precedenti occasioni di incontro con il Tribunale dei Minorenni, molti enti tra cui Ai.Bi. si sono espressi negativamente. In tali decreti si limita l’idoneità della coppia ad accogliere minori di età compresa fra un limite minimo e massimo che non corrisponde a quanto previsto dalla legge.