Rai 2: Contro i “Genitori a tutti i costi ” ben vengano le adozioni internazionali. Rai 3: sono un grande mercato!

ucraina-1Nella clinica delle mamme surrogate”: qui si trovano i veri e unici “Genitori a tutti i costi”  che non sono certo le coppie adottive che fanno il più grande atto di giustizia accogliendo un bambino abbandonato strappandolo alla povertà e alla disperazione.

Il primo “Nella clinica delle mamme surrogate” è il titolo e il tema del servizio andato in onda ieri sera, 23 febbraio, da “Nemo – Nessuno escluso la trasmissione di Rai Due condotto da Enrico Lucci e Valentina Petrini. Il secondo “Genitori a tutti i costiè, invece, come ricorderete, il servizio andato in onda su Rai Tre da Presa diretta sulle adozioni internazionali.

Due servizi totalmente diversi nel taglio e nella correttezza dell’informazione giornalistica: il primo fa il vero servizio pubblico a differenza del secondo.


Nel servizio di “Nemo – Nessuno escluso” le telecamere entrano in una delle tante cliniche dell’Ucraina dove si effettua il mercato delle mamme surrogate svelando così il giro di affari di decine e decine di migliaia di euro (si va dai 29 ai quasi 50 mila euro) con tanto di contratti che le “parti” firmano; la nuova e moderna schiavitù a cui ogni giorno si sottomettono le donne ucraine per il soddisfacimento dei capricci degli italiani che consapevoli che nel nostro Paese la maternità surrogata è vietata, volano in Ucraina in barba ad ogni legge e moralità.

Tanto è vero che “Nemo” nel denunciare questa barbarie, questo “trionfo del denaro sugli uomini”, ripetendo le parole di Barbara Alberti (a cui è riservato l’ ”editoriale”, commento finale del servizio) si invita caldamente il governo italiano “a porre fine a questo mercato risolvendo le difficoltà  legate alle adozioni, perché ci sono legioni di genitori che vogliono adottare e legioni di bambini abbandonati”.

Ecco. Questo è il punto: il nocciolo della questione che invece Presa diretta non ha per nulla messo a fuoco. Il dramma dell’abbandono di milioni di bambini sparsi per il mondo. Questo il dramma che solo una coppia adottiva può risolvere: un dramma con cui ogni giorno ogni singolo bambino abbandonato convive e che lo scava dentro come una goccia. Un tunnel sempre più lungo e sempre più profondo. E ogni giorno che passa è un trauma in più per quel bambino. Un dramma di cui non parla Presa diretta.

Quello che Presa diretta avrebbe dovuto fare (ma che invece non ha fatto) è raccontare il bello delle adozioni: il miracolo delle adozioni, il potere salvifico per il bambino. Non tanto o non solo per le coppie, ma per il bambino: perché il vero e unico punto di vista, che bisogna sempre tenere a mente, è quello del minore. Il suo interesse. Il suo riscatto e l’atto di giustizia che si fa: accogliendolo, adottandolo gli si da’ una chance nella vita: di essere figlio, di avere una mamma e un papà, di essere felice.

Ma di tutto questo non c’è traccia nel servizio di Presa diretta: quante coppie, infatti, dopo aver visto il servizio di Rai Tre, avranno rinunciato? Quante avranno spento la tv confuse e scoraggiate? E così, quanti bambini ora avranno meno possibilità di avere una famiglia che li ami?

Insomma le inchieste giornalistiche vanno fatte ma con senso costruttivo e completezza di informazioni: come quella di “Nemo” che con senso critico svela l’obbrobrioso mercato della maternità surrogata ma (qui la parte positiva dell’inchiesta) non ti abbandona nello sconforto ma ti indica l’alternativa legittima: l’adozione.