Riccardi (vicepresidente Ai.Bi.) al raduno nazionale delle famiglie adottive e affidatarie: “Gli eventi di Bibbiano? Hanno acceso i riflettori sull’affido”

“Migliaia di belle storie non raccontate. Ma questa crisi può essere un’occasione per ripensare il sistema di tutela dei minori in difficoltà”

affido, Cristina Riccardi nella Consulta che consiglierà la Garante per l'Infanzia“Gli eventi di Bibbiano, pur nella loro tragicità, hanno avuto il pregio di accendere i riflettori sull’affido famigliare di cui si è sempre parlato poco, in modo non corretto, spesso evidenziandone i limiti e tralasciando ciò che di buono e giusto ha comunque permesso di realizzare”. Lo ha detto la vicepresidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Cristina Riccardi, in occasione della XXVIII settimana di incontro e formazione per le famiglie adottive e affidatarie dell’organizzazione, iniziata sabato 24 agosto a Casino di Terra (Pisa) e che terminerà sabato 31 agosto.

La settimana è promossa, oltre che, ovviamente, da Ai.Bi. – Amici dei Bambini, anche dall’Associazione “La Pietra Scartata” e vede come tema centrale proprio l’affido e l’adozione.

“Fosse anche un solo bambino ad aver subito ‘abusi istituzionali’ – ha proseguito Riccardi – sarebbe uno scandalo, se sono decine la cosa è altrettanto grave. Ma sono migliaia e migliaia le belle storie di cui purtroppo in queste settimane non si è parlato. Questa crisi, benché strumentalizzata mediatamente e politicamente, può essere l’occasione per ripensare al sistema italiano della tutela dei bambini in difficoltà, dell’affido famigliare e dell’accoglienza in strutture di minori. Occorre rivedere la già buona legge 149 del 2001 nelle parti in cui non garantisce pienamente tutela ai bambini in difficoltà. Sperando che l’attuale crisi di Governo non riporti nell’oblio la riflessione iniziata, è importante che si tenga vivo il desiderio di accoglienza nelle famiglie e si strutturino luoghi di formazione e accompagnamento delle famiglie che in questi anni hanno dimostrato di essere generose nell’aprire le loro famiglie ai bisogni dei bambini”.

“Anche Ai.Bi. – ha poi concluso la vicepresidente – si impegnerà nei prossimi mesi in questa direzione: ampliare la propria rete di famiglie affidatarie anche e soprattutto, nelle regioni italiane e nei comuni dove il sistema affido ancora non riesce a rispondere ai bisogni dei propri bambini in difficoltà”.