Roma. L’esercizio dell’accoglienza: scrivi su una lavagna le meraviglie dell’adozione

lavagna200Come l’adozione sia “un incredibile e favoloso viaggio nel tempo” lo hanno ben spiegato ai presenti, oltre a mamma Elisabetta, anche i papà Vincenzo Broccoli e Luca Guerrieri, durante l’Open Day di Ai.Bi. a Roma, che è stata aperta con la benedizione del pane e dell’olio e le parole di Monsignor Zuppi. Richiamandosi a Papa Francesco, Monsignor Zuppi ha invitato a pensare come “per crescere c’è bisogno di un villaggio”, avviando la maratona di pensiero pomeridiana con un punto di domanda: “un figlio se ha i tuoi cromosomi è più figlio tuo di uno adottivo?” e ricordando che “nella Chiesa siamo tutti figli adottivi”.

Durante le ore trascorse insieme, Ai.Bi. con le sue famiglie, i volontari gli operatori e le istituzioni, hanno prima ascoltato, poi sollecitato i presenti con domande, accompagnandoli in maniera dinamica: dalla tecnica, alla filosofia, allo spirito agli orizzonti delle adozioni internazionali. Nel laboratorio condotto da Irene Castellina, le coppie e i cittadini, sollecitati dalla domanda “cosa è per te l’adozione?”, hanno riportato su due lavagne, una positiva l’altra negativa le loro “parole calde”, quelle che nascono immediate, dal cuore. Ecco le parole sulla lavagna negativa: paura, sacrifici, impegno, coraggio, sarò/saremo all’altezza – con punto di domanda, origine, difficoltà, doppia cultura, gioia, doppia cultura, iter, sacrificio, attesa che sembra infinita, paura di non riuscire a creare un legame costruttivo con il bambino adottato, complicazioni burocratiche, grande (troppo) dispendio economico. A seguire la lavagna positiva: dono meraviglioso, incontro, gioia della scoperta, accoglienza, desiderio di diventare genitori, atto d’amore, impegno più profondo, famiglia, completamento di un percorso di coppia, emozione, calore, amore, possibilità (opportunità) di un futuro migliore per il bambino, comunione, forza, voglio diventare nonno, tenerezza, per me è adozione è crescere insieme ad un bambino perché oltre loro anche noi adulti abbiamo questa opportunità, oltre al desiderio di diventare genitore voglio dare il mio amore ad un bambino che in futuro lo darà a suo figlio, cambiamento, crescita, traguardo, gioia, famiglia, famiglia, famiglia, famiglia, coraggio, coraggio, dialogo, organizzazione, rischio, cuore, coraggio, accoglienza, accoglienza reciproca, incontro, donare la vita per sentirsi famiglia, scelta a volte difficile ma ne vale la pena, genitorialità, felicità per entrambi, felicità, riconoscimento, diritto ad avere una famiglia, valori da trasmettere, essere madre, accogliere un dono, permettere ad un bimbo di sentirsi figlio, dire di si alla vita, esserci, donazione, dare un futuro migliore ad un bambino, non molto fortunato, diventare papà, legame profondo, legame nuovo, valori da trasmettere. Crescita, crescita, gioia, amore, relazionalità, pazienza, perseveranza, dare senza aspettarsi di ricevere, impegno.

Dopo il dibattito dei presenti, appassionato, profondo, con sentimenti mai buttati a caso, abbiamo condiviso con le istituzioni quella che è l’importanza dei talenti che un villaggio può mettere a disposizione.  Dall’associazionismo  familiare all’associazionismo del Terzo Settore rappresentato da Gianni Palumbo, alle istituzioni presenti, ognuno ha messo a disposizione il suo talento: Emma Ciccarelli presidente del Forum delle Associazioni Familiari nel Lazio, con il coniuge Piermarco Trulli hanno evidenziato come “occorre l’audacia di essere famiglia, anche attraverso l’adozione, nella preghiera, per confermare ogni giorno le nostre scelte: perché l’evoluzione sta nell’accoglienza dell’umano“. Ha fatto eco Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia: “Occorre Lavorare affinché si crei una rete di relazione fra famiglie, associazioni e istituzioni è fondamentale per dare concretezza alla sussidiarietà e permettere quindi a due genitori di adottare un bambino e crescerlo bene. Adottare un figlio, soprattutto oggi, è un investimento per il futuro della comunità e come tale deve essere riconosciuto. Noi come Acli abbiamo siglato un accordo con Aibi e abbiamo creato dei “Punti Famiglia” per mettere in moto la solidarietà fra le famiglie, il mutuo aiuto e il protagonismo famigliare, cosa che permette di sviluppare le potenzialità che naturalmente esse hanno. In una città come Roma le emergenze sociali aumentano sempre e la famiglia deve essere considerata un soggetto attivo della comunità, uno snodo importante, un bene comune per il quale tutti devono lavorare e investire”.


Da più parti sono state richiamate le parole Monsignor Nunzio Galantino, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, sulla famiglia come bene comune. L’Avvocato Andrea Catizone, direttrice dell’Osservatorio Eurispes sulle Famiglie ha invitato a riflettere sui risultati della prima indagine che Eurispes fece sulle adozioni nel 1989, anno della Convenzione Onu dei diritti del Fanciullo. “Allora emergeva ancora una cultura adultocentrica dell’accoglienza, – ha evidenziato Catizone – che vedeva il bambino piuttosto come oggetto. Ma nel frattempo tante cose sono cambiate e la vita è andata avanti. Eurispes sta intanto studiando e presto sarà pubblicato un nuovo rapporto sulle adozioni; a distanza di circa trent’anni dalla prima analisi”. L’assessore Monteverde del Primo Municipio, in consonanza con Sabina Ruberto che ha fatto gli onori di casa del CeIS, Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi, hanno evidenziato come l’iniziativa dell’Open Day, Patrocinata da “Trame Solidali”, nasca da una conoscenza reciproca, necessaria sul territorio, per aprirsi all’altro. Loriana Abbruzzetti presidente Pandolea, partner di Ai.Bi. nell’iniziativa Pane e Olio, ha dichiarato: “Era un mondo totalmente sconosciuto ma sono certa che con Ai.Bi. il cammino sia appena cominciato“. L’assessore di Roma Capitale Rita Cutini ha posto la questione rilevante dell’importanza della genitorialità connessa alla responsabilità di creare legami significativi a trecentosessanta gradi, richiamando anche le gravi difficoltà in cui versa l’affido a Roma e il grande bisogno che c’è di valorizzare, insieme all’adozione anche questo istituto di tutela. E con l’assessore, Ai.Bi. si è data appuntamento a prestissimo, per definire strategie condivise per l’accoglienza dei minori fuori dalla famiglia, anche stranieri non accompagnati.