Silvia e Stefano Zappa. “Sandra viveva lungo il fiume: la sua casa era la strada. Che fine avrebbe fatto?”

zappaNon abbiate paura, non demordete. Andate avanti sempre e nonostante tutto e tutto: soprattutto i costanti tentativi dell’esterno (servizi sociali e tribunali) che cercheranno in ogni momento di farvi gettare la spugna. Perché ne vale la pena: nel mondo c’è vostro figlio che aspetta solo che tu lo trovi e lo vai a prendere”. A parlare è la coppia Zappa che è intervenuta all’ “Open day” Ai.Bi., Amici dei Bambini, che si è svolto il 27 settembre alla Casa dei Diritti in via De Amicis a Milano.

Anche loro sono saliti sulla cassetta montata nella sala stile Hyde Park e raccontato la loro “meravigliosa storia di adozione – dice Silvia Zappa – abbiamo due stupendi figli: Sandra e Kakà. La prima arriva dalla Colombia ed è arrivata nella nostra famiglia nel 2006, Kakà viene dalla Cina ed è stato accolto nel 2010”.

In entrambi i casi l’iter adottivo “è stato lungo, lacerante, difficile – continua mamma Silvia –  ma ogni giorno ringraziamo il cielo di averli nella nostra casa. Sono loro i nostri paladini: sono speciali e la conferma che abbiamo fatto la scelta migliore”.


Quando abbiamo visto per la prima volta Sandra, era in una casa con moti altri bambini, affidata ad un signora che abitava lungo il fiume in condizioni di ‘sopravvivenza’. Se non l‘avessimo presa ccon noi, chissà che fine avrebbe fatto. DI sicuro la sua casa sarebbe stata la strada con tutto ciò che ne consegue”.

Kakà era invece in un istituto in Cina e aveva una malformazione al cuuore. Ci avevano detto che al massimo sarebbe sopravvissuto per due mesi. Invece, operato d’urgenza ora è sano e vivace come e più degli altri. Se fosse rimasto in istituto sicuramente non sarebbe stat neanche operato”.

“Perciò non abbiate timore – continua mamma Silvia con la voce interrotta dall’emozione – perché ti cambia la vita e non credete a quanti vi dicono che non li sentirete o amerete mai come i vostri “veri” figli”.

Gli occhi lucidi e commossi del pubblico di Casa dei Diritti “è la prova che già nel vostro cuore sentite il grido silenzioso di vostro figlio. Andatelo a cercare e ditegli: sono qui per te. Non ti abbandonerò. E lui vi amerà incondizionatamente”.