Siria. Ai.Bi. e Nazioni Unite insieme per realizzare la mappa dell’emergenza

Mappa_Siria200Dal nostro corrispondente (Luigi Mariani) – Nel governatorato di Idlib, a nord della Siria, dove Amici dei Bambini è presente insieme all’Associazione Syrian Children Relief per portare sostegno alla popolazione colpita dal conflitto, l’emergenza continua. È stato rilasciato proprio in questi giorni da OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, un documento che analizza, provincia per provincia, la situazione umanitaria e fornisce i dati relativi alle persone che hanno urgente bisogno di assistenza nell’area di riferimento. Le informazioni provengono da diverse fonti, fra cui le stesse ong che effettuano operazioni all’interno della Siria, come Ai.Bi., spesso attraverso partner locali attivi sul campo.

In base alle ultime rilevazioni effettuate nel 2011, nella regione di Idlib, che si trova a nord del paese, al confine con la Turchia, vivono circa 1.5 milioni di persone, ovvero il 7% del totale della popolazione siriana: oggi, le persone in stato di bisogno nel governatorato sono oltre 1 milioni e 100mila, ovvero circa il 74%. Di queste, circa 708.000 sono sfollati interni, provenienti, oltre che dall’interno della stessa provincia, da quelle vicine, in particolare Hama, Damasco, Aleppo e Lattakia; i restanti 409.000 sono gli abitanti locali, che non solo hanno scelto rimanere nelle proprie case, ma hanno aperto generosamente le porte a parenti, amici, orfani e anziani. E sono soprattutto loro, che Ai.Bi. ha scelto di aiutare: solo nella cittadina di Binnish, dove l’organizzazione ha attivato un centro operativo per la gestione delle attività progettuali, sono circa 15.500 i siriani considerati in stato di necessità, a cui si aggiungono i 9.500 di Taftanaz e 2.500 di Sarmin, gli altri due principali centri che Ai.Bi. e Syrian Children Relief raggiungono attraverso programmi di supporto in ambito medico, alimentare, psicosociale e di protezione.

Negli anni scorsi, la zona è stata teatro di violenti scontri fra le forze di opposizione e l’esercito governativo; oggi la situazione è di sostanziale stallo, con schermaglie frequenti ma senza sostanziali avanzamenti, né da un fronte, né dall’altro. In questo contesto, pur non facile, le principali vie di accesso rimangono percorribili e accessibili per l’invio degli aiuti umanitari: persistono quindi i margini operativi per poter raggiungere le numerose famiglie in stato di emergenza.


Nel governatorato di Idlib” – si legge nel rapporto OCHA – “tutti i distretti hanno segnalato un urgente bisogno di supporto alimentare”. In altre parole, a gran parte delle comunità locali, in questo momento, manca persino il pane da mettere in tavola.

Sono dati, questi, che confermano il preoccupante scenario che fa da sfondo agli interventi programmati da Ai.Bi.; nei prossimi mesi, attraverso i propri progetti, l’organizzazione conta di raggiungere almeno 1.200 famiglie in stato di bisogno, soprattutto donne e bambini, nella speranza di poter alleviare le loro sofferenze e contribuire – perché no – ad abbassare le tristi statistiche di questa impressionante catastrofe umanitaria.

In questo momento, la popolazione siriana ha bisogno di tutto il supporto possibile, da parte di tutti. Non restiamo a guardare.

Se vuoi dare anche tu il tuo contributo ai progetti di Ai.Bi. in Siria, per garantire ai bambini e alle famiglie siriane il diritto di sentirsi a casa, nel proprio Paese, visita il sito dedicato.