Spagna. La denuncia delle associazioni familiari: “Sospendete le adozioni internazionali in Vietnam”

Griffini (Ai.Bi.): “La prassi illegale dei pagamenti in contanti ai referenti all’estero va fermata. Anche in Italia”

adozione internazionale, CAI con la vicepresidente in missione in Vietnam e Cambogia“Sospendete le adozioni internazionali in Vietnam”. L’appello, rivolto all’autorità centrale spagnola per le adozioni internazionali, viene dalla CORA – Coordinadora de Asociaciones en Defensa de la Adopción y el Acogimiento, che raggruppa 29 tra associazioni di famiglie adottive, affidatarie e di persone adottate.

All’inizio del mese di marzo – ha fatto sapere la CORA con una nota – la federazione CORA ha portato a conoscenza del Servizio di Adozione e Protezione della Direzione Generale dei Servizi per la Famiglia e l’Infanzia, in quanto responsabile per le adozioni internazionali, che sussistono le prove di gravi irregolarità nei processi di adozione in Vietnam, situazione che abbiamo avuto modo di conoscere in tempi recenti”.

Tali irregolarità, secondo la CORA, consisterebbero soprattutto nell’avanzamento di una “proposta” di adozione di un minore vietnamita alle potenziali famiglie adottive spagnole, per poi, solo in un secondo momento, avviare il procedimento di riconoscimento dell’adottabilità del bambino o della bambina nel Paese d’origine. Tale “proposta” contravviene, secondo la CORA, all’articolo 4.a – capitolo II della Convenzione dell’Aia sulla protezione dei minori, che stabilisce che l’adozione può avvenire “solo quando le autorità competenti dello stato di origine hanno stabilito che il bambino è adottabile”, oltre a non essere compatibile con gli accordi in materia di adozione internazionale tra il Regno di Spagna e la Repubblica Socialista del Vietnam.

“Sappiamo – hanno scritto inoltre dalla CORA – che queste irregolarità sono note all’autorità centrale”. Tuttavia la stessa non avrebbe purtroppo al momento promosso alcuna azione di contrasto al fenomeno. Ragione per cui la stessa CORA ha sollecitato la Direzione Generale dei Servizi per la Famiglia e l’Infanzia a sospendere tutte le procedure di adozione verso il Vietnam.

Purtroppo la situazione venutasi a creare in Spagna non è un caso isolato. Da anni Ai.Bi. – Amici dei Bambini sta denunciando alla CAI – Commissione Adozioni Internazionali la vergognosa pratica del pagamento in contanti verso i propri referenti all’estero dei Paesi d’origine dei minori. Tuttavia, al momento, non risulta essere aperta alcuna indagine e non si sa neppure se tale odiosa prassi sia quantomeno stata inserita come parametro negativo per le verifiche attualmente in corso nei confronti di tutti gli enti autorizzati dalla stessa Commissione.

“Nel nostro ambiente – spiega a proposito il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffinitutti sono al corrente della situazione in Vietnam ora denunciata da CORE: ci chiediamo come mai nessuno, in Italia, sia intervenuto a denunciare queste situazioni. Anche le nostre associazioni familiari che quotidianamente ricevono segnalazioni su comportamenti anomali o la stessa CAI, nella sua funzione di organo di controllo”.

“Purtroppo – prosegue Griffini – il perpetrarsi, in alcuni Paesi, di simili prassi illegali inevitabilmente porterà a nuove chiusure, il tutto in danno dei minori e delle stesse famiglie. Sono anni che lo stiamo ripetendo – voce inascoltata nel deserto – che va assolutamente fermata la prassi illegale dei pagamenti in contanti ai referenti all’estero, prassi che è la vera responsabile di queste situazioni”.