Spagna batte Italia: al via la riforma dell’affido. Due anni o adozione

spagna_affidoPiù case e meno istituti. Più famiglie e meno operatori.

Mentre in Italia Ai.Bi. sta portando avanti, con forza, ma in mezzo a mille resistenze, il Manifesto per l’adozione e per l’affido, per chiedere una necessaria e urgente riforma della legge, per fronteggiare l’emergenza abbandono, il governo spagnolo ha già varato una riforma importantissima. Ha infatti deciso di velocizzare le procedure dell’affido e dell’adozione dei minori in Spagna. Questa misura, indicata nel Piano dell’Infanzia e dell’Adolescenza che il Consiglio dei Ministri ha approvato lunedì 8 aprile, cerca di far in modo che i minori abbandonati vengano tolti dagli istituti per farli vivere presso una famiglia.

Dei 35.000 bambini e adolescenti che l’Amministrazione ha sotto la sua tutela, circa 15.000 vivono nei centri. Per promuovere e velocizzare il loro affido, le procedure saranno amministrative e non più giudiziarie, come lo sono adesso, e si cercherà appoggio presso le cosiddette “famiglie d’emergenza”, che già esistono in alcune regioni autonome. (autonomias)


Inoltre verrà regolamentata, per la prima volta, l’adozione aperta, una formula di affido in cui i minori possono mantenere il contatto con la famiglia biologica.

Si tratta di dare priorità alle soluzioni familiari di accoglienza (affido) e di adozione piuttosto che a quelle istituzionali” ha spiegato Ana Mato, Ministra della Sanità, Servizi Sociali e Uguaglianza, il cui Dipartimento ha elaborato il Piano dell’Infanzia, fra i cui obiettivi vi è la riforma della Legge sulla protezione Giuridica del Minore e del Codice Civile.

In Spagna, spetta all’amministrazione dichiarare se un minore sia abbandonato, nel caso in cui i genitori non siano in grado di prendersi cura di lui. In quel caso, al bambino si aprono due diverse prospettive: entrare in un centro o essere affidato ad una famiglia. Quest’ultima opzione era sinora fattibile solo ed esclusivamente con il permesso esplicito della famiglia d’origine o, in mancanza della stessa, con quella di un giudice. Con la nuova riforma, invece, il permesso accordato ad un minore per andare in affido presso una famiglia lo darà l’amministrazione, con o senza l’approvazione dei genitori biologici.

La direttrice generale del Servizio per le famiglie e l’Infanzia del Ministero, Salomé Adroher, ha spiegato che la nuova regolamentazione – che mira a unificare un panorama normativo diverso in 17 regioni autonome – contempla, inoltre, che i minori con età inferiore ai 3 anni non debbano mai essere trasferiti nei centri, ma che debbano necessariamente essere accolti da una famiglia, salvo casi estremi in cui risulti del tutto impossibile o non sia nell’interesse del minore.

La nuova riforma prevede due tipi di affido: quello temporale, fino a un massimo di 2 anni di durata; e quello definitivo, che può considerarsi la premessa per l’adozione.

Dal momento in cui il minore viene considerato dall’Amministrazione come un bambino abbandonato, dovranno allora passare 2 anni prima che ne venga confermata l’adottabilità, anche se l’abbandono fosse da subito chiaramente definitivo.

La nuova regolamentazione stabilirà un codice di diritti e doveri per i genitori che prendano in affido i bambini abbandonati: avranno, per esempio, il diritto di essere sentiti dalle autorità prima che queste ultime possano prendere delle decisione in merito ai bambini.

Fonte: “Adopción la ilusión por ser padres”