Un frame del video della polizia del tentativo di rapimento avvenuto all'uscita di un supermercato di Bergamo

Due tentativi di rapimento di bambini in pochi giorni: cosa sta succedendo?

Nell’arco di pochi giorni, a Bergamo e a Caivano si sono verificati due tentativi di rapimento di bambini all’uscita dei supermercati. Il fatto che tutto sia finito (quasi) bene non cancella l’allarme

Prima Bergamo, poi Caivano (NA). In mezzo, a Roma, l’episodio di una finta baby sitter che si presenta all’uscita di una scuola fingendo di dover prelevare una bambina.  Nel giro di pochi giorni si sono verificati tre episodi di tentativi di rapimento sicuramente inquietanti che hanno trovato ampio spazio sulla pagine di siti e giornali.

L’aggressione di Bergamo

Sicuramente, tra i tre, il primo episodio di Bergamo è quello che ha avuto le conseguenze peggiori, con la bambina di un anno e mezzo che ha subito l’aggressione, sventata dalla mamma e dall’intervento di una guardia giurata, che ha riportato la rottura del femore.
A Roma, il tentativo è stato vanificato dalla prontezza delle maestre che hanno chiamato i genitori della bambina chiedendo una conferma sull’identità della donna che dichiarava essere la baby sitter, smascherando subito, così, il tentato inganno.
A Caivano, invece, il tentativo è stato più maldestro. Secondo le ricostruzioni, un quarantacinquenne di origini ghanesi, in evidente stato di ebbrezza, ha avvicinato una mamma con il suo bambino all’uscita di un supermercato dicendo alla donna: “Questo non è tuo figlio, dammelo”. Un’amica della donna si è subito frapposta evitando che l’uomo prendesse il bambino e l’intervento di altre persone presenti ha fatto fuggire l’uomo, che è stato poi ritrovato nelle vicinanze del supermercato e arrestato dalla polizia.

Coincidenze preoccupanti

In entrambi i casi, di Bergamo e di Caivano, non sembra ci fossero precedenti conoscenza delle famiglie da parte di chi ha tentato il rapimento e solo la vicinanza temporale ha fatto sì che i due episodi venissero messi in relazione tra loro.
Sicuramente, anche il fatto che gli episodi, in particolare il primo, siano stati ripresi dalle telecamere e i filmati siano circolati subito in rete, ha contribuito a dare risalto mediatico alle vicende, che rimangono comunque preoccupanti.