Treni ad alta velocità, rivoluzione prezzi dal 2026

Trenitalia introduce il sistema dinamico: tariffe legate alla domanda. Prima si prenota, meno si spende

Da gennaio 2026 il prezzo dei biglietti delle Frecce cambia volto: arriva anche sui treni dell’Alta velocità di Trenitalia il dynamic pricing, un sistema già noto a chi vola, ma anche per hotel e concerti. La regola è semplice: non ci sono prezzi fissi, ma che variano in base alle richieste. Dopo un mese di sperimentazione, Trenitalia ha messo a regime il nuovo modello, segnando una svolta rispetto al tradizionale sistema di tariffe rigide. La conseguenza più interessante, per gli utenti è che, tendenzialmente, con questo sistema prima si acquista, meno si paga.

Come cambia il costo del biglietto?

Finora le differenze di prezzo erano legate soprattutto alla disponibilità delle offerte. Dal 2026, invece, il costo del biglietto varierà in base alla domanda reale: più passeggeri cercano un treno in una certa data o fascia oraria, più il prezzo salirà; al contrario, con una domanda bassa le tariffe saranno più convenienti. L’obiettivo è aumentare il tasso di riempimento dei convogli anche nei giorni e negli orari meno appetibili, ottimizzando così i ricavi.
Dal lato dei viaggiatori cresce il timore di rincari eccessivi nei periodi di punta, come Natale o Ferragosto. Tuttavia Trenitalia rassicura: esiste un tetto massimo ai prezzi che non verrà superato. Inoltre, la concorrenza – oggi rappresentata da Italo e domani forse anche dalla francese Sncf – fungerà da ulteriore argine.

Non solo Frecce…

Il nuovo sistema riguarda solo le Frecce “a mercato”: Intercity e regionali restano esclusi perché sostenuti da contributi pubblici. In concreto, con una disponibilità che viene sostanzialmente modulata sulla domanda, il risultato dovrebbe essere quello di trovare facilmente prezzi più bassi, per esempio, il martedì (quanso la richiesta è minore) rispetto al venerdì. Ma, soprattutto, si dovrebbero riuscire a spuntare prezzi più bassi comprando in anticipo. Un esempio chiarisce: un Frecciarossa Bari-Milano a breve scadenza può costare oltre 100 euro, mentre lo stesso treno acquistato con largo anticipo scende sotto i 50.
A guidare il tutto è un algoritmo, affiancato dalle decisioni della direzione marketing. Anche sui binari, dunque, l’era dei prezzi dinamici è iniziata.