Umbria: approvate le linee guida dell’affido, ma che spazio avranno le associazioni familiari?

146023597-affido-bambine-corrono-430x274Un “sistema famiglia” fortemente indebolito dalle molteplici problematiche che lo investono e il bisogno di interventi mirati per sostenere i minori. Con queste due priorità la giunta regionale umbra ha approvato in data 29 Maggio, le  nuove linee di indirizzo sull’affidamento familiare.

In un contesto nazionale in cui l’affido non decolla (tra il 2008 e il 2010 quasi 700 famiglie hanno rinunciato ad essere affidatarie), la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari è intervenuta per sottolineare l’importanza di valorizzare e premiare “la disponibilità di famiglie a sostenere ed accogliere bambini e ragazzi ancora minorenni che temporaneamente sono allontanati dal nucleo familiare di origine, con l’obiettivo finale di favorire il rientro del minore in famiglia, una volta superata la congiuntura negativa”.

 


Spiega Casciari: “Gli obiettivi delle linee di indirizzo sono più di uno e si intersecano tutti tra di loro per rispondere in modo più efficace alle esigenze dei minori e delle loro famiglie che sono investite da problematiche forti, come l’impoverimento economico, la perdita del lavoro, la diminuzione delle reti sociali che portano ad un progressivo isolamento, alla impossibilità di educare i figli, alla fragilità dei legami relazionali. Anche se, – ha precisato – a prevenire e limitare gli effetti di questi fattori di vulnerabilità, si muovono i meccanismi di protezione sociale, l’accoglienza e la solidarietà tra famiglie, che si esprime nelle esperienze dell’affidamento familiare, un’ulteriore risorsa questa, che evidenzia una ricchezza del territorio che va sostenuta e valorizzata”.

Per tale ragione si è deciso di intervenire con l’approvazione delle Linee guida in materia, rivolte ai vari soggetti istituzionali che, a diverso titolo, esercitano un ruolo integrato nei processi di accoglienza dei minori temporaneamente fuori dalla propria famiglia. Tra questi ci sono la Regione, i Comuni, le Aziende Sanitarie Locali, il Tribunale per i minorenni, il Tribunale ordinario, il Terzo settore, la Scuola, le Associazioni familiari”.

Tra gli obiettivi della Giunta c’è anche la promozione di campagne di comunicazione e di sensibilizzazione, con un’attenzione particolare ai giovani e al reclutamento di nuove famiglie disponibili all’accoglienza

“Inoltre, si vuole individuare e rendere omogenei su tutto il territorio regionale modelli organizzativi metodologici e professionali, dedicati alla realizzazione degli interventi di affido familiare. Grande attenzione – ha aggiunto – dovrà essere dedicata alla programmazione di percorsi costanti di formazione rivolti agli operatori dei diversi sistemi istituzionali”

Un posto a sé merita il richiamo all’implementazione di una specifica banca dati regionale, per garantire un monitoraggio periodico sulle attività dei servizi e sui risultati degli interventi di affido familiare.

Speriamo che oltre a queste meritorie iniziative , vi sia anche uno spazio dedicato alla progettazione e sperimentazione, di interventi innovativi che vedono nella collaborazione con le associazioni di genitori affidatari il loro fulcro : per un quadro più ampio degli interventi che possono essere realizzati a livello locale si veda il  ” Manifesto per una nuova legge dell’Accoglienza Familiare Tempoeranea” di Ai.Bi.

 

Fonte: Regione Umbria