Utero in affitto. Vendola diventa papà con un bambino comprato. Con Tobia Antonio il mercato dei figli è realtà anche in Italia

vendolaRappresenta un partito politico, quindi una parte della popolazione italiana, ma al contempo ricorre a una pratica considerata illegale dalla legge del suo Paese. Così, con la maternità surrogata, Nichi Vendola è diventato papà. Il piccolo si chiama Tobia Antonio ed è nato in una clinica californiana dove è stato messo al mondo da una donna americana attraverso la tecnica dell’utero in affitto, vietata in Italia. Il padre biologico è Ed Testa, compagno omosessuale del leader di Sinistra Ecologia e Libertà. I due, ora, potrebbero spostarsi in Canada, dove Vendola potrebbe più facilmente adottare il bambino.

La notizia è arrivata pochi giorni dopo l’approvazione del disegno di legge sulle unioni civili, dal quale era stato stralciato l’articolo relativo alla stepchild adoption: la chiave che avrebbe aperto, di fatto, la strada dell’utero in affitto anche in Italia. Ma l’evidenza ci dice che “già a legislatura vigente – come ha denunciato il senatore di Idea Carlo Giovanardila stepchild adoption è possibile. In Italia è stato introdotto a tutti gli effetti il matrimonio gay, comprese le adozioni e la possibilità di legalizzare in capo alla coppia i figli comprati all’estero con l’utero in affitto”.

Del resto, l’ex governatore pugliese non ha mai fatto mistero di volersi sposare e di volere un figlio. E ora che quest’ultimo suo desiderio è diventato – artificialmente – realtà, dice di averlo usato “contro la pigrizia della politica sul tema dei diritti civili”. E rifiuta l’accusa di aver comprato il bambino, affermando che “ci sono donne socialmente emancipate che scelgono, non per il profumo dei soldi, di vivere la maternità surrogata”. Dimenticando che il piccolo Tobia Antonio è già stato strappato all’abbraccio della donna che l’ha portato in grembo per 9 mesi e messo al mondo, il leader di Sel dice che quella donna e la sua famiglia sono parte della vita sua e del compagno.


Forti e trasversali le critiche che il mondo politico riserva alla scelta di Vendola di ricorrere all’utero in affitto. Gian Luigi Gigli del Centro Democratico e presidente del Movimento per la Vita la definisce “sfruttamento proletario”, mentre Matteo Salvini della Lega Nord parla di “disgustoso egoismo”. E spiega: “Al centro commerciale si comprano dvd, lavastoviglie, non bambini”. “Il mercato dei figli è già realtà”, denuncia Eugenia Roccella del Nuovo Centrodestra. Critiche anche da sinistra. Adriano Zaccagnini, di Sinistra Italiana, non condivide questa tecnica “soprattutto se fatta dietro pagamento in denaro”. Con lui concorda Emma Fattorini del Pd: “La maternità surrogata non è una pratica giusta neppure quando avviene nelle condizioni migliori, cioè in base a leggi e controlli e con il consenso della portatrice – dice l’esponente dem -. Ormai anche nei Paesi più avanzati ci si interroga sulle implicazioni di questa pratica. L’utero non è un organo come un altro, non è un rene: non si può donare”. E a Tobia Antonio si rivolge Mario Adinolfi, uno dei leader del Family Day: “Auguri Tobia, piccolo reso orfano di madre da due ricchi di sinistra”.

 

Fonte: Corriere della Sera