1° Maggio: festa del lavoro. Perché non vieni a lavorare in Ai.Bi.? Al via la ricerca di 8 nuove figure professionali e di tante famiglie

lavoroCome si combatte la crisi? Cercando di investire in risorse umane. È questa la sfida lanciata da Ai.Bi. all’indomani dell’approvazione del bilancio 2012 che, nonostante la pesante recessione che sta attraversando il settore del non profit, ha visto viceversa l’associazione registrare un utile di 24.000 euro, già al netto di un accantonamento a fondi rischi di 60.000 euro.

I fondi vincolati, cioè le riserve sui progetti messe da parte per il futuro, aumentano a loro volta di 630.000 euro. La liquidità, che non ha mai costituito un problema, resta più che sufficiente a coprire il fabbisogno di cassa dell’associazione. Data la buona situazione economica, l’assemblea ha anche dato il via libera all’acquisto e alla ristrutturazione di un immobile, ubicato vicino all’attuale sede nazionale di Ai.Bi. (Mezzano di San Giuliano Milanese) e destinato a diventare un centro di servizi integrati per la famiglia.

Questo ambizioso progetto prevede un investimento complessivo da un milione e mezzo di euro, forse il più significativo nella storia di Ai.Bi. C’è però la convinzione che questo sforzo, proprio in anni così difficili, potrà essere un essenziale volano di sviluppo per l’associazione e soprattutto contribuirà, attraverso ricerche e interventi operativi di avanguardia, a promuovere la definitiva sconfitta dell’abbandono minorile.


Vi sono quindi le premesse per tentare di dare un ulteriore slancio alle attività di Ai.Bi. a favore dell’infanzia abbandonata ed è stato scelto proprio il 1 maggio, giorno della festa dei lavoratori, per lanciare questo messaggio di speranza nel futuro.

Proprio nei momenti di crisi, con un’economia che soffre di mancanza di prospettive e di investimenti a breve e lungo termine, non si può stare fermi. Occorre credere nel cambiamento e iniziare a costruirlo.

Quali sono le posizioni che cerca Ai.Bi.? 

È noto che l’accoglienza dei minori abbandonati sta attraversano un momento di grave difficoltà: sono sempre meno le famiglie disponibili a intraprendere il lungo, troppo costoso e spesso sfiancante percorso adottivo, dove le coppie sono sottoposte più a una selezione che a un accompagnamento. Le idoneità dichiarate dai Tribunali stanno crollando e l’abbandono è in crescita: ormai è la quarta emergenza umanitaria mondiale. Per questo è stata lanciata la campagna “Non lasciamoli soli”, che ha l’obiettivo d’incentivare e sostenere l’adozione e l’affido per difendere il diritto di ogni minore a vivere in una famigli

Per tutta l’attività di comunicazione relativa alla campagna abbiamo bisogno di:

Un Responsabile della Comunicazione a cui affidare, in diretta sinergia con la presidenza dell’associazione, la responsabilità dell’ufficio stampa e del settore di gestione dei donatori e sostenitori. Il candidato ideale coordinerà l’intensa e quotidiana attività di un tradizionale, ma dinamico ufficio stampa del non profit, e la pubblicazione di un’agenzia giornalistica quotidiana online per la quale sono necessarie capacità di coordinamento ed esperienza redazionale.

Due addetti all’ufficio stampa, con un’esperienza significativa di attività giornalistica, una spiccata capacità comunicativa e facilità di scrittura. Collaboreranno con tutti i settori dell’associazione e in particolare con quelli dell’area comunicazione (settore di raccolta fondi, commerciale e gestione sostenitori e donatori ).

Un Web designer junior che si occupi dello sviluppo, la realizzazione e l’aggiornamento dei progetti web dell’associazione, sotto la supervisione del responsabile di settore, implementando la comunicazione online, le attività di e-mail marketing, la gestione dei social network, il monitoraggio delle statistiche.

Anche il settore del Sostegno a Distanza risente della crisi. Eppure rappresenta un aiuto fondamentale per dare una speranza a quei minori abbandonati, che vivono in istituto e, nell’attesa di trovare una famiglia che li accolga, hanno bisogno di ricostruire la fiducia in se stessi e nel futuro, di ricevere un aiuto non solo economico, ma anche affettivo.

Per questo Ai.Bi. sta cercando, da inserire nella sua struttura:

Un responsabile face to face a cui affidare la gestione e lo sviluppo della divisione. Si occuperà di reclutare e formare i dialogatori e di coordinare le attività dei vari gruppi in tutta Italia, trovando nuovi sostenitori, gestendo i materiali utili all’attività di raccolta fondi, garantendo il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 Un Desk Cooperazione Internazionale/Gestione Donatori e Sostenitori che, di concerto con il responsabile di settore, dovrà seguire tutti gli aspetti legati all’implementazione degli interventi di cooperazione internazionale nonché le attività di gestione dei donatori e sostenitori privati di Amici dei Bambini, gestendo e coordinando i volontari espatriati e il personale all’estero.

Le attività di accompagnamento all’adozione internazionale devono essere potenziate. Basti solo questo dato allarmante: sono 168 milioni i minori fuori dalla famiglia nel mondo. Nonostante si registri un calo generale delle coppie disponibili, sono sempre di più gli aspiranti genitori che si rivolgono ad Ai.Bi. (attualmente l’associazione ne ha in carico 428): occorre quindi migliorare e cercare nuove metodologie di accompagnamento.

Abbiamo bisogno dunque di:

 Un desk per l’adozione internazionale. Tale figura dovrà seguire l’intero percorso delle coppie adottive italiane e relazionarsi con i rappresentanti dell’associazione all’estero.

 Un consulente esperto delle vacanze terapeutiche di minori provenienti dai paesi dell’Est, per l’attuazione del nuovo programma di accompagnamento per l’adozione internazionale incentrato sulla gestione delle “vacanze pre-adottive”.

Infine gli scenari della accoglienza dei minori fuori famiglia in Italia stanno diventando sempre più cupi. Ancora più di 15 mila minori sono assistiti in comunità educative, quindi senza avere la necessaria accoglienza da parte di una famiglia. Il Manifesto per una nuova legge sull’affido di Ai.Bi. prevede la chiusura di tutte le comunità educative per minori entro il 2017. Dobbiamo però aprire delle vere Case famiglia, gestite da coppie che siano disposte ad accogliere in affido i bambini. Le cerchiamo in particolare in queste città: Barletta, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Mestre/Venezia, Milano, Messina, Roma, Salerno.

Questo non è un lavoro, ma una scelta di vita. Una Casa Famiglia di Amici dei Bambini è infatti una struttura caratterizzata dalla presenza stabile di una coppia di coniugi preparata all’accoglienza di minori abbandonati o in difficoltà familiare. Un ambiente sereno dove i bambini possono vivere pienamente il calore di una famiglia, protetti dalla presenza di due genitori disposti a stare al loro fianco nei momenti più difficili.