Si chiude il 2018. Mai così tante guerre e i bambini le vittime innocenti : #nonlasciamolisoli

In 30 anni, il 2018 segna il record con il maggior numero di Paesi coinvolti in conflitti interni o internazionali. I bambini pagano per tutti, anche in queste feste di magia e luce per ogni piccino di casa.

Oggi (venerdì 28 dicembre) la Chiesa Cattolica celebra la ricorrenza della strage degli innocenti, ordinata da re Erode, re della Giudea, allo scopo di uccidere Gesù. Sono trascorsi più 2000 anni, ma nulla pare sia cambiato.

E proprio mentre si avvicina il 2019, 30esimo anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza e 70esimo anniversario della Convenzione di Ginevra, il 2018 segna l’anno record degli ultimi 30 anni con il maggior numero di Paesi coinvolti in conflitti interni o internazionali.

A continuare a pagare il prezzo più alto, che li rende testimoni e vittime, al contempo, di atrocità e indifferenza, sono proprio i bambini che vivono in contesti di guerra e in fuga.


Utilizzati come scudi umani, uccisi, feriti o reclutati per combattere, vittime di stupro, matrimoni forzati e rapimento, i bambini sono ormai diventati i bersagli di tutte le guerre, dalla Siria allo Yemen, dalla Repubblica Democratica del Congo alla Nigeria, dal Camerun al Sud Sudan, al Myanmar fino all’Ucraina Orientale. Solo per citarne alcuni.

Il futuro di milioni di bambini è in pericolo.

Solo in Siria, tra gennaio e settembre, l’ONU ha confermato l’uccisione di 870 bambini – il più alto numero di sempre nei primi 9 mesi di ogni anno da quando è scoppiato il conflitto, nel 2011. Attacchi che sono andati avanti per tutto l’anno e che solo a novembre – mentre le nostre case si illuminavano a festa – hanno tolto la vita e il futuro a 30 bambini. Scuole e ospedali bersaglio degli attacchi più afferrati o usati per scopi militari, negando, così, ai bambini l’accesso al cibo, all’assistenza sanitaria, alla protezione e all’istruzione.

Assicurare che i bambini abbiano accesso a cibo, cure mediche e ad altri servizi di base eviterà una “generazione perduta” di bambini siriani e consentirà di dare loro un barlume di speranza e di continuare a vivere. E’ questo che stiamo facendo dal 2013 insieme a quanti ci sostengono e non restano indifferenti, perché sono i bambini il futuro.

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